L’aria frizzante del dopo incontro tra il sindaco Giuseppe Proietti e il centrosinistra tiburtino continua a passare come un tornado in città. A spiegare con una nota più esaustiva e forse richiesta un po’ da tutti per placare qualche animo in fibrillazione, l’epilogo dal summit di martedì è di nuovo Nicola Genga, portavoce del gruppo che si è fatto promotore dell’appello con cui una parte della sinistra tiburtina ha chiesto al primo cittadino di aprire la sua coalizione in vista della campagna elettorale che verrà. In parole povere se da una parte si è cercato di sottolineare la riottosità di Proietti ad aprire le porte prima del voto, proponendo di rimandare la sintesi delle anime ora fuori dalla maggioranza a fasi meno concitate con la fascia tricolore già in mano, dall’altra il gruppo capitanato da Genga stesso, insieme a Jacopo Tognazzi e Stefano Coccia non molla affatto la presa e chiede un incontro pubblico per definire posizioni e possibilità.
Questa la lettera integrale inviataci ieri pomeriggio.

Le premesse dell’incontro e la disponibilità “di massima” di Proietti e Agenda Tivoli

“È passato quasi un mese dalla diffusione dell’appello al sindaco e alle forze democratiche di Tivoli. In queste settimane si è avviata una interlocuzione che ha portato i promotori dell’appello a invitare il sindaco, i movimenti civici della sua maggioranza e le forze politiche di Agenda Tivoli “a partecipare a un confronto mirato a costruire su nodi programmatici un’alleanza elettorale ed amministrativa che faccia argine alle spinte regressive e qualunquiste che registrano anche le nostre cronache cittadine […]”. L’incontro è avvenuto martedì scorso, 23 ottobre, come riportato dalla stampa. Il resoconto giornalistico pubblicato da “Dentro Magazine” ha tuttavia ricostruito in maniera non esauriente il contenuto della discussione, registrando con enfasi eccessiva l’auspicio per una prosecuzione del confronto, espresso da Nicola Genga come portavoce dei promotori dell’appello. Pare dunque opportuno, anche nei confronti degli interlocutori, rettificare quanto scritto per chiarire la questione nella sua interezza. Va precisato che la “disponibilità di massima” manifestata sia dal sindaco che da Agenda Tivoli era la premessa e la condizione “sine qua non” del confronto di martedì. Confronto nel quale si è riscontrata una condivisione sulla lettura del quadro politico nazionale ma, al tempo stesso, sono emersi tre ostacoli, segnalati dal sindaco Proietti”.

I tre ostacoli segnalati dal Sindaco e le risposte dei promotori dell’appello

“Il primo riguarda l’opportunità di concepire una iniziativa politica “contro qualcuno” e non a favore di qualcosa. Il secondo riguarda la tempistica: i sette mesi che ci separano dalle elezioni non sarebbero sufficienti a trovare una convergenza che conduca alla stesura di un programma comune. Il terzo è relativo all’affidabilità delle forze politiche di centrosinistra, che non sarebbe garantita dal comportamento tenuto nell’attuale assemblea consiliare negli ultimi anni. Questi tre ostacoli inducono il sindaco a ritenere non proponibile un’intesa nel breve periodo e in vista delle elezioni della prossima primavera. Viene invece dichiarata, sia da Proietti che dai movimenti che lo sostengono, una disponibilità ad impostare un percorso di medio-lungo periodo che cominci nella fase post-elettorale. Rispetto all’obiettivo di “costruire su nodi programmatici un’alleanza elettorale ed amministrativa” è dunque inevitabile rilevare uno stallo. Nella discussione di martedì 23 sono emerse alcune perplessità su tutti e tre i punti sollevati dal sindaco, perplessità che riteniamo pienamente fondate. Innanzitutto sui “tempi della politica”, che non sono standard, scritti nella pietra e immutabili. Ogni processo politico si gioca nella contingenza, ha propri tempi e proprie esigenze. Ci risulta, peraltro, che la costruzione del programma con cui Proietti si presentò nel 2014 agli elettori avvenne in un arco temporale simile a quello che maturerebbe se si cominciasse ora un percorso analogo. In secondo luogo occorre dire che non si può imputare all’appello e all’iniziativa che ne consegue una impostazione soltanto “contro”. Certamente il documento partiva da un’analisi generale e passava a evidenziare la necessità di evitare una affermazione della destra, ma poi si invocava l’esigenza di ragionare su una nuova fase mirata a definire “ su nodi programmatici un’alleanza ancora più larga e solida […] una proposta rinnovata, nella pratica quotidiana e nella visione generale”. Questo spirito costruttivo andrebbe colto. Ricordando, comunque, come molte degnissime iniziative nella storia della politica sono partite dall’idea di contrastare fenomeni considerati preoccupanti, e come anche l’attuale esperienza amministrativa sia nata raccogliendo le preoccupazioni di cittadini e organizzazioni che volevano segnare una netta discontinuità con le esperienze precedenti. Infine, ci pare che la fase attuale sia di grande fluidità e che, stante la comunanza di valori e principi a più riprese affermata da tutti i partecipanti al confronto, tutte le soluzioni siano da costruire. Non ci sono tesi precostituite e totem intoccabili”.

Il messaggio a Proietti: la vittoria non è scontata, il consenso va rinnovato. C’è uno spiraglio, convochiamo un incontro pubblico

“Soprattutto, siamo convinti che nessuno possa commettere la leggerezza di pensare già al dopo elezioni, perché la conferma in carica della attuale compagine amministrativa è tutt’altro che scontata. Il rapporto fiduciario tra Palazzo San Bernardino e la città va rilegittimato, il consenso rinnovato, le proposte riformulate per rispondere davvero ai bisogni sociali di oggi. Dobbiamo riconoscere che la risposta all’appello venuta da Agenda Tivoli, in termini di disponibilità a ragionare sull’oggi e per i prossimi mesi, collide evidentemente con l’intenzione di Giuseppe Proietti di rinviare il confronto al dopo elezioni. Pur riscontrando le difficoltà esistenti sul percorso siamo animati da ottimismo e restiamo convinti che resti aperto uno spiraglio. La distanza tra i rispettivi punti di vista esiste, ma non ci sembra incolmabile. Crediamo, come promotori dell’appello, che sia possibile e necessario rilanciare l’iniziativa, convocando un incontro pubblico che chiarisca definitivamente le rispettive posizioni e intenzioni”. alc