di Virginia Gigliotti

Il regista di Guidonia Montecelio cresciuto a Villanova, Emanuele Scaringi, ha debuttato alla Biennale di Venezia, nella sezione Orizzonti, con il lungometraggio La profezia dell’armadillo, tratto dalla graphic novel diventata presto best seller del fumettista romano Zero Calcare. “A Venezia è andata molto bene – racconta il regista – il livello di competizione era molto alto e di film italiani ce ne erano pochi, sopratutto piccoli film indipendenti. Nella mia sezione erano in concorso Sulla mia pelle, di Alessio Cremonini e Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio”. Un successo quello del regista di Guidonia a Venezia, dovuto anche grazie ad un cast di nomi di spicco. “Per quanto riguarda il cast sono stato molto fortunato per essere il mio film d’esordio – chiarisce Scaringi – ho avuto la possibilità di collaborare con grandi nomi come Simone Liberati, Claudia Pandolfi, Pietro Castellitto, Kasia Smutniak, Laura Morante e Valerio Aprea, nomi grandi che si sono prestati a ricoprire anche piccoli ruoli”.

La pellicola, uscita nelle sale lo scorso 13 settembre, racconta e segue la vita e le giornate di Zero, disegnatore di ventisette anni di Rebibbia. In attesa di un colloquio per uno studio grafico, viene a sapere della morte di Camille, sua vecchia compagna di scuola e amore mai dichiarato. Con Secco, l’amico di sempre, cerca di trovare un senso a tutto questo, sempre affiancato dall’Armadillo, personificazione della sua coscienza critica. Il film, definito dallo stesso Scaringi come “un’elaborazione del lutto trattato con il tono della commedia”, è un racconto largo, indirizzato a tutti.

Emanuele Scaringi, originario di Villanova, vive a Roma da dieci anni dove lavora alla Fandango nella sezione sviluppo progetti. Ha frequentato il liceo scientifico Guidonia Montecelio e poi il Dams a Roma senza però aver portato a termine gli studi. “Mi sono trasferito a Roma più per comodità, per lavoro. Spostandomi dalla periferia in città ho notato che ciò che cambia sono le persone, non dove si vive. Roma può essere più provinciale di Guidonia, ogni zona ha la sua identità, ci sono delle micro aree”. Negli anni ha frequentato corsi di specializzazione e sceneggiatura, anche al Cilo di Guidonia e ha collaborato come sceneggiatore di diversi film e come delegato di produzione ha seguito pellicole come “Smetto quando Voglio”, “Tutti contro tutti” e “L’ultimo Terrestre”.

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