La maggior parte uomini, di un’età che arriva a 80 anni, sono artigiani, operai, commercianti: affetti dal gioco d’azzardo patologico, schiavi cioè delle macchinette, delle scommesse, al punto di rovinarsi la vita per l’idea della vincita facile. Sono i dati del territorio, ma Guidonia Montecelio adesso è no slot: è stato approvato infatti dal consiglio comunale il regolamento voluto dal cinque stelle Claudio Caruso. Un documento che fissa i paletti che saranno poi ulteriormente cristallizzati dalla conseguente ordinanza del sindaco, quelle regole si occupano di gestire l’accesso alle sale slot (ma non solo) rispetto ai luoghi sensibili. Vietato aprire attività che hanno le slot, entro 500 metri in caso di vincita in denaro da tutti quegli spazi considerati da tutelare, scuole, centri giovanili, centri anziani. Negli altri casi, 350 metri.

Il convegno. La terza città del Lazio si caratterizza quindi per la battaglia alla ludopatia, con il marchio no slot che non è più uno slogan ma vere regole amministrative da seguire in fase di autorizzazione per aprire un’attività. Se ne parlerà ancora nel convegno organizzato sempre da Caruso, lunedì 8 ottobre alle 17 e 30 nella sala della cultura, alla presenza tra gli altri del procuratore Francesco Menditto. Le cifre del fenomeno sono impressionanti, le ha ricordate Caruso nell’intervento in aula: in Italia ci sono 800mila affetti da Gap (appunto il gioco d’azzardo patologico) per un settore, quello del gioco che ha dato allo Stato introiti per 10,5 miliardi di euro nel 2016.

Orizzonte Italia. “Una cosa ormai è chiara che ci si può ammalare per colpa del gioco, non dobbiamo pensare che questo problema è indirizzato a persone che hanno un ceto alto perché non è così – ha spiegato Caruso – è proprio per la possibilità di puntare somme basse che si va a colpire i ceti medi,e questa voglia di vincita con puntate basse genera nel giocatore una compulsione immediata. I problemi sociali, familiari , indebitamento, assenza al lavoro, sono solo alcuni nella vita del giocatore d’azzardo, senza tralasciare un dato importante che spesso troviamo genitori che per andare a giocare scordano il bambino chiuso in macchina. Il settore delle scommesse e dell’azzardo in Italia è la terza industria dopo il petrolio, invece abbiamo purtroppo il primato in Europa e il terzo posto nel mondo”.

E Guidonia non è da meno. “Consultando l’Italia delle Slot, ovvero il database che raccoglie al proprio interno i dati totali sulle macchinette e sulle giocate di ogni comune parametrati rispetto a popolazione e reddito e confrontati su due anni, il 2015 e il 2016, nel nordest romano proprio a Guidonia spetterebbe il primato sull’importo totale: 70 milioni di euro in un anno”. I dati confermano che sono più maschi che femmine, l’età varia da i 24 agli 81 anni; 80% sono forme pure di gap ed il 20% invece sono accompagnate dall’uso di sostanze stupefacenti. Un dato certo – ha precisato Caruso – è che i malati di gioco d’azzardo sono affezionati delle macchinette, solo un piccolo numero gioca online. Proprio nel merito del documento, il Pd e il resto dell’opposizione hanno chiesto di sospendere l’entrata in vigore del regolamento fino alla definizione della mappa dei luoghi sensibili, questo – hanno chiarito in aula – per evitare ricorsi. La proposta è stata bocciata e la maggioranza è andata dritta: “Il Movimento 5 Stelle non vuole punire nessun esercente nè attività di gioco ma ugualmente garantire un diritto fondamentale come quello di non vedersi rovinare l’esistenza da un insieme di lucine e suoni studiati per fare cassa a scapito dei più deboli. La tutela del diritto alla salute non ha colore politico”.

Tropiano Lega