La pinetina non esiste più. Sono stati tagliati tutti gli alberi nella zona della pista di pattinaggio che ormai ha cambiato la propria identità, lasciando solo il ricordo a generazioni di ragazzi. L’epilogo che ha fatto discutere a più non posso, messo in atto dall’amministrazione cinque stelle in fretta e furia dopo mesi di balletti, prima della festa patronale che proprio in quella location ha previsto il villaggio e gli spettacoli nel fine settimana appena concluso. Dal 23 marzo, quando sono crollati i due pini nel giardino al di là di via Roma ferendo due persone, il parco giochi dall’altra parte della strada è stato chiuso e messo sotto sequestro. La pinetina anche ha visto l’accesso negato fino al termine dei controlli, a quel punto dettato dall’urgenza. Gli esiti? E’ stata riaperta. Era in sicurezza, due mesi fa, quando si è discusso del Festival celtico, il Fairylands è saltato: agli organizzatori è stata richiesta una perizia aggiuntiva, oltre a quella effettuata dal Comune, a proprie spese, per garantire la stabilità degli alberi in base all’affluenza massiccia prevista per l’evento. Non se ne è fatto niente. Questo a giugno. A fine agosto è venuto giù un altro pino, di fronte la pinetina, su Largo Duca D’Aosta. L’assessore Tiziana Guida specifica che non era stato monitorato perché non segnalato nel censimento del 2015. Quindi si capisce un elemento: nonostante gli alberi non siano un’infinità dopo il drammatico crollo di marzo non sono stati fatti controllare tutti i pini dell’area intorno. Comunque  la strada a quel punto è rimasta chiusa per dieci giorni, finché nella settimana della festa patronale, non si sono accese le motoseghe. Tagliati tutti gli alberi, la pinetina non c’è più. Sicura due mesi fa, pericolosa oggi, qualcosa non torna davvero nella gestione dell’assessorato all’Ambiente di Tiziana Guida. 

La politica non sta a guardare. Per il polo civico “la pineta, simbolo di Guidonia, è stata distrutta. Magari è stata l’indicazione dell’agronomo e magari non si poteva fare diversamente per tutelare l’incolumità pubblica. Però, davanti a questo triste spettacolo, chiediamo che l’amministrazione progetti un intervento per ridare alla città il suo amato simbolo. Forse in questa idea strana della tutela dell’ambiente l’amministrazione confonde le cave con i parchi e questi con le cave”. Sul piede di guerra la leghista Giovanna Ammaturo che promette di approfondire anche sul piano amministrativo: “Porremo in atto tutti gli strumenti per evidenziare la legalità e la legittimità di questi tagli. Un disboscamento che non ha salvato nessuna conifera rendendo un deserto quello che prima era una oasi di assoluta relax. Eravamo fiduciosi che questa amministrazione grillina avesse fatto monitorare tutti gli alberi del Comune dopo l’incidente del 23 marzo, vogliamo vedere gli atti ufficiali. Per mesi si è passeggiato sotto i pini in tranquillità sapendo che dei professionisti avevano controllato. Ma quale è la verità? I cittadini debbono sapere se possono passare sotto una pianta. Tagliarle tutte è ovviamente un danno ambientale irreversibile. E non tagliare in caso di decadenza costituirebbe un reale pericolo per le persone. Due sono le versioni ma una sola è la verità: erano pericolosi prima ed allora perché non sono stati monitorati e tagliati. Non erano pericolosi e allora perché il taglio ora a ridosso della festa di Guidonia?”. Senza contare gli aspetti più politici: i cinque stelle avevano protestato per il taglio degli alberi su via Maremmana, oggi dai posti di comando – attaccano gli oppositori – agiscono in ben altro modo. Intanto viene chiuso di nuovo anche il giardino di Villanova in piazza San Giuseppe Artigiano: nell’ordinanza del sindaco, il nome è sbagliato, ma “ormai – dicono i civici – siamo nel caos totale”.