Botta e risposta sui social e il clima ormai da campagna elettorale si accende più che mai. Domenica di fine luglio infuocata in terra tiburtina, dove tra una nuotata in piscina e un consiglio comunale convocato in pieno agosto su conti e proroghe, c’è tempo pure per una polemica pungente tra fazioni contrapposte. A creare il caos, anche se per poco, la vicenda delle bandiere rubate nella sede della Lega a Tivoli, aperta da appena pochi mesi. Sull’onda del salvinismo che spopola tra il matrimonio di Fedez e Chiara Ferragni e la libertà cantata da Jovanotti, il gruppo, che ora ha anche un rappresentante in aula, il consigliere Vincenzo Tropiano subentrato al dimissionario Alessandro Petrini ormai più cinese che italiano, ha denunciato l’azione direttamente con un post. “La paura anche a Tivoli comincia a fare novanta! Questa notte hanno rubato le bandiere della nostra sede della Lega. Considerato che erano molto in alto ed appese con le aste, non può trattarsi di semplice dispetto, ma di atto volontario e predeterminato – ha racconta lo stesso Tropiano -. Non pensate di intimorirci perché con questi gesti non fate altro che accrescere il nostro impegno”. Una denuncia facebookiana che a quanto pare non è passata inosservata. A commentare ironicamente uno dei rappresentati di lungo corso della sinistra tiburtina, Jacopo Tognazzi. L’ex assessore ai Servizi Sociali non si è fatta sfuggire l’occasione per commentare la questione: “I legaioli tiburtini lamentano il furto di una bandiera. Perdonate ma avevo finito la carta igienica”. Il 2019 è alle porte.
Anna Laura Consalvi