Con una formula laconica e manualistica, il sindaco Michel Barbet dopo una mattina di mistero a tinte gialle, comunica al consiglio comunale di aver revocato le deleghe all’ormai ex assessore Romina Polverini “perché sono venute meno le condizioni”. Nemmeno mezza parola sulle ragioni di un atto pesante, il primo di rottura interna della gestione cinque stelle a Guidonia Montecelio, considerando che i precedenti fuoriusciti se ne sono andati senza strappi, dimissioni concordate, come si dice negli ambienti della politica. Non è davvero il caso della Polverini, mandata via dall’esecutivo senza alcun accordo. Reggente del Personale, sostenuta da Alessandro Cocchiarella, Loredana Terzulli e Claudio Cos, espressione di quel mondo associativo ambientalista, funzionaria del Comune di Roma, accusata, ma solo nelle indiscrezioni, di aver accumulato assenze. Che poi sia stata colpita la Polverini, per ridimensionare il potere crescente di Cocchiarella, sono interpretazioni dei retroscenisti, il dato c’è, arriva l’estate e la crisi.

L’affaire esplode subito in consiglio quando il democratico Emanuele Di Silvio, senza fare nomi, per carità, rimprovera al sindaco, questa mattina, di aver revocato la delega a un assessore andando contro le regole che prevedono la comunicazione al consiglio. Il sindaco non risponde, di fatto, e l’opposizione ne fa un caso formale oltre che politico, così insieme alla collega Arianna Cacioni, la minoranza fa richiesta formale degli atti di revoca della delega. Il giallo s’infittisce, perché intanto la Polverini viene avvistata in Comune. Nel Palazzo la tesi è chiara, l’atto del sindaco c’è da giorni, ma la delegata si è resa irreperibile. Il caso si chiude alle 10 e 30, racconta il sindaco in aula attaccando però la stampa (come si vedrà), “io non ho detto niente prima per tutelarla”, la Polverini tant’è che ha ritirato la notifica. Il caso è chiuso. Le deleghe per adesso restano nelle mani di Barbet, e intanto si accendono i microfoni dell’opposizione. “Spieghi le ragioni”, incalza Di Silvio, in un clima surreale, sarà il caldo torrido, i 25 punti di debiti fuori bilancio, “lei è stato scorretto, ha rimosso un assessore e nessuno sapeva niente”. Rispetto alle motivazioni circolate, sulle assenze, “non mi sembra così – dice Di Silvio – allora quale è il problema? Equilibri? Perché avete cacciato la Polverini? E’ stata cacciata”. Arianna Cacioni si infila negli aspetti più politici, “prendo atto che è venuto meno il rapporto di fiducia con uno dei pezzi importanti della sua Giunta, un consigliere comunale che si è dimesso per andare a fare l’assessore, allora chiedo, questo movimento cinque stelle eletto con pochi voti oggi cosa rappresenta? E’ la prima vera spaccatura politica che segna una perdita sua di credibilità”. E’ il turno di Mario Lomuscio, del Pd, che rimarca, “la città deve sapere perché si è mandato via un assessore in un’area dove non ci sono mai stati problemi”. geape.