Chissà quante chiamate da Guidonia Montecelio partiranno oggi per Claudio Fazzone. La decisione sul nuovo coordinatore di Forza Italia passa (o torna) nelle mani del segretario regionale dopo che è saltato il tavolo in città. Sono gli esiti del mercoledì di fuoco nelle stanze azzurre messe in subbuglio dal documento dell’ex consigliere Andrea Mazza che ha imputato al commissario del partito Alessandro Battilocchio, di voler risolvere la querelle sulla nomina del coordinatore in riunioni ristrette, senza coinvolgere il gruppo dirigente diffuso. Una posizione, quella di Mazza, che ha trovato il sostegno anche della giovanile del partito. Le reazioni non si sono fatte attendere.

“Ho letto le dichiarazioni dell’amico Andrea Mazza, già portabandiera, e rimango abbastanza sorpreso. Il commissario – spiega Battilocchio – per sua natura, è un organo straordinario monocratico: in questi mesi avrei potuto quindi decidere in piena autonomia, senza incontri e senza riunioni, rapportandomi solo con il regionale. Non è nel mio stile, io sono sempre per il dialogo. Al contrario ho organizzato, con cadenza settimanale decine di riunioni allargate, aperte liberamente alla partecipazione di tante persone e militanti. Nel corso dell’ultima riunione da me promossa si è proposto – con il solo parere contrario di Andrea Mazza – di provare a trovare una sintesi tra le tre componenti presenti, per tentare di indicare una possibile soluzione al coordinatore regionale, competente per i comuni sopra i 15.000 abitanti. In questo spirito abbiamo svolto un primo incontro e ne avremmo fatti altri per mediare una posizione condivisa. In quel solco, non con intenti carbonari. Se questo tentativo di trovare una sintesi unitaria viene meno, credo che il coordinatore regionale dovrà indicare un altro criterio oggettivo per coloro che vogliono, in prospettiva, partecipare al rilancio di Forza Italia che comunque in questi mesi si è rimessa in cammino, con un 16 per cento alle regionali (da un 5 per cento alle comunali 2017), presenze sulla stampa, incontri ed iniziative sul territorio. Ora è giunto il momento di passare, nelle forme che indicherà il coordinatore regionale, ad un assetto organizzativo locale per il futuro”. Il nome in ballo? Il sassaniano Maurizio Massini.