Arriva un “cinque” ma sulla fiducia, un po’ come a scuola dopo una carrellata di interventi critici nella kermesse del polo civico che demolisce il primo anno di governo pentastellato a Guidonia Montecelio. La parola più volte ripetuta è “incapacità”. Applicata a ogni settore dell’amministrazione, dalle ormai famigerate buche allo sport. Niente si salva, lo fa capire Michela Pauselli, la portavoce dà la parola ai rappresentanti delle cinque liste, ciascuno con un tema da approfondire mentre alle spalle scorrono le immagini dei video.

Bocciatura della Giunta Barbet sui parchi e il verde. Antonella Santoro di Nuovo Progetto ripercorre l’anno nero, con i cancelli chiusi e riaperti “in maniera tardiva”. Male anche sull’ambiente, “nulla è stato fatto per contrastare i roghi tossici, fenomeno purtroppo frequente nell’area tra Villalba di Guidonia, Albuccione e Tivoli Terme. Sulla questione del Tmb, argomento a lungo cavalcato da Barbet e dai suoi, tutto è fermo in attesa del responso del Tribunale e, soprattutto, nulla si sta muovendo per la bonifica della discarica dell’Inviolata”.

Venerdì sera nonostante il caldo, la sala è piena da Lanciani, volti variegati e trasversali, come è il polo civico, e qualche ospite esterno, seduto si vede il segretario del Pd Marcello Manni, mentre in fondo in piedi per alcuni minuti c’è il forzista Andrea Mazza, chissà se passato solo per caso. Cultura e sport sono anche nel mirino delle pagelle civiche, ne parla Fracesco Ferrigno del Biplano. Che punta soprattutto sul disastro Fairylands saltato per i problemi posti dall’amministrazione. “Un danno incalcolabile di immagine e non solo. Non solo, le poche strutture sportive del territorio, campi di calcio e palestre comunali, sono lasciati allo sbando e nel degrado più assoluto”.

Le buche sono ormai un tormentone: “C’è una situazione emergenziale, aggravata da un inverno ed una primavera meteorologicamente impegnativi, la situazione della viabilità è disastrosa – ha commentato Angelo Imparato di Guidonia Civica –. Come soluzione l’amministrazione ha predisposto un piano di manutenzione che su circa 400 chilometri di strade ne riparerà circa un chilometro e mezzo. La montagna ha partorito il topolino”. 

Dei conti si è occupata invece una competente Emanuela D’Astola Perroni di Guidonia Domani che ha smontato ogni azione delle politiche finanziarie dei cinque stelle. “Ci sono ancora migliaia di fatture non pagate, che portano al fallimento imprese e privati, che determinano aumenti di spese per l’amministrazione tra interessi e spese legali”.

I servizi sociali, relegati a poche righe nel programma, restano una cenerentola. “Non si sta ponendo attenzione al welfare – ha aggiunto Alessia Valeri delegata dai Democratici –. Poche risorse a bilancio, ai centri anziani si smontano i servizi aggiuntivi forniti e non si supportano neanche nella gestione dell’ordinario, all’affido familiare si era promesso sostegno invece si sono ridotto gli stanziamenti”.

“Durante questi dodici mesi – ha commentato Michela Pauselli – la nostra azione politica non è stata caratterizzata dall’ostruzionismo ma da un contributo puntuale, spesso critico e di denuncia, e comunque sempre propositivo e a favore del miglioramento della nostra Guidonia Montecelio. Dati alla mano ci si rende conto che Guidonia Montecelio, uscita piegata ed umiliata dalle vicende degli scorsi anni, oggi è abbandonata. A mancare non sono state tanto le risorse quanto la programmazione a cui si aggiunge l’incapacità di far funzionare la macchina amministrativa e di amministrare. Le aspettative proposte dal M5S in campagna elettorale sono state tradite. Questa città non è più pulita di ieri, non ha più servizi di ieri, il verde pubblico risulta semi abbandonato, la viabilità non è migliorata e i problemi ambientali non appaiono risolti. L’emergenza roghi tossici è come lo scorso anno, il teatro Imperiale è vuoto ed il museo Lanciani non è gestito, la discarica non ci risulta essere stata bonificata. Le aziende non sono pagate, né ci sono interventi per le scuole. Si sta rinunciando a governare e non si fanno scelte pur in presenza dei fondi utili per mancanza di coraggio”.

E’ l’unico però a strappare l’applauso a scena aperta, Mauro De Santis che interviene per ultimo, dopo il collega di consiglio Mario Proietti. “Il giudizio negativo è già sui metodi che li hanno portati a governare, scorretti hanno acceso il faro solo sulla parola onestà. Tutti hanno la percezione di quanto sia dannosa la corruzione, ma pochi di quanto lo sia l’incapacità”.