“Le forze progressiste, ambientaliste e riformatrici, civiche e politiche della città hanno deciso di promuovere una nuova iniziativa, aperta e inclusiva, che tracci non solo un bilancio politico e amministrativo degli ultimi anni ma che inizi a delineare una visione della città e del territorio per gli anni a venire”. Inizia così il documento chiamato “Agenda Tivoli” con cui ieri pomeriggio il centrosinistra riunito ha dato ufficialmente il via libera alla campagna elettorale 2019. Una sorta di manifesto che i promotori presentano alle “energie migliori” presenti sul territorio tiburtino, che condividono la bocciatura del governo dei civici e si muovono sotto la bandiera della discontinuità. Riuniti sotto lo stesso vessillo il Pd, Alleanza per Tivoli, Art 1 – Liberi e Uguali, La Città in Comune, Tivoli Futura e la Federazione dei Verdi, in realtà non tutti con un passato di collaborazione e armonia alle spalle. La politica però tende a dimenticare, soprattutto quando l’obiettivo è comune e stavolta la mira punta diritto a piazza del Governo numero 1. Le armi sono quelle di sempre, dal turismo alla green economy fino ad arrivare all’urbanistica, passando per il lavoro. Alcuni temi, come precisano gli stessi firmatari del documento, che intanto pensano anche a un nome buono per contrastare il Proietti bis. Chi? Voci di corridoio parlano di Giovanni Mantovani, a capo del consiglio di amministrazione della Acque Albule spa ha il profilo giusto per sfidare l’ex uomo forte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Padre di famiglia, professionista stimato, vicino alla sinistra ribelle che si è sfilata dal piddi’ per tentare la strada del civismo. Qualcuno pensa di cogliere i classici due piccioni con una fava: nome spendibile e voti che vanno via dal cartello delle liste lontane dai partiti, su tutti “Una Nuova Storia”. Chiaramente la strada è ancora lunga, se sia stata segnata per bene è tutto da vedere. alc