Torna l’incubo dei roghi tossici a Tivoli Terme. L’arrivo del caldo e dell’estate, ormai anche sul calendario, peggiora di nuovo la vita dei cittadini del quartiere termale, alle prese con l’odore insopportabile che da anni inesorabilmente si propaga per tutta la zona. Una vera e propria tortura, che costringe i residenti a barricarsi letteralmente in casa. “L’anno scorso avrò chiamato minimo 15 volte i vigili del fuoco”, racconta su “L’Eco di Tivoli Terme”, uno dei profili Facebook più utilizzati della zona, un cittadino, stanco di essere ostaggio della propria abitazione. Impossibile, infatti, uscire o semplicemente aprire le finestre dopo il coprifuoco: l’odore acre di bruciato si sparge velocemente e rende l’aria pesante e lesiva per la salute. L’ultima segnalazione, tra la stanchezza e la disperazione, è arrivata nella giornata di ieri, quando con il calare della notte la cappa di plastica bruciata è tornata a propagarsi a velocità della luce sulla periferia tormentata da mille problemi. Tra “basta” e “non ne possiamo più”, si levano gli ennesimi appelli all’amministrazione comunale, secondo alcuni rea di aver abbandonato al proprio destino una delle zone di Tivoli in assoluto meno coperte da servizi. La storia dei giardini su tutte descrive una situazione da codice rosso sul fronte della qualità della vita, decisamente bassa, di chi abita lontano dal centro cittadino. “Ai piani alti dei palazzi del potere, per caso hanno l’aria purificata?”, si chiede un’altra residente. La risposta pare non sia dietro l’angolo. alc