di Gea Petrini

Decisivo lo “straordinario” risultato elettorale, con Fratelli d’Italia sopra l’otto percento a Guidonia Montecelio, ma determinante solo per la tempistica. In realtà è il riconoscimento di un lungo lavoro “per il territorio”. Il 28enne Mario Pozzi è adesso a capo del partito nella terza città del Lazio, la nomina a portavoce dei circoli FdI arriva dopo quella a vicepresidente nazionale dei giovani. Bordate al governo cinque stelle di Michel Barbet, “grillini senza una visione”, campagne per le “fasce deboli” come primo impegno, nella massima collaborazione con la consigliera Arianna Cacioni, “adesso porteremo l’opposizione anche fuori dall’aula”.

Allora come è arrivata questa nomina?
Dopo le elezioni regionali durante una riunione tra l’esecutivo provinciale e i membri dell’assemblea e della direzione nazionale, il segretario provinciale ha esposto la volontà e ha trovato un consenso unanime.

E’ il riconoscimento di che tipo di lavoro?
Del lavoro sul territorio e non solo. Stiamo lavorando su più fronti, il ruolo di vicepresidente nazionale dei giovani mi impegna molto ma la presenza su Guidonia è sempre forte. La nomina premia la nostra politica…

E mette fine al commissariamento che andava avanti da quasi due anni.
Esatto, il segretario provinciale era il commissario del partito. La cabina di regia ha continuato a lavorare insieme al segretario provinciale Marco Silvestroni, l’ottimo risultato ottenuto da FdI a Guidonia Montecelio, dove abbiamo raddoppiato il dato nazionale, ha portato a chiudere la fase commissariale e alla mia nomina a portavoce comunale.

A Guidonia siete all’opposizione di un governo cinque stelle e siete rappresentati dalla consigliera Arianna Cacioni, l’ha sentita?
E’ la prima persona che ho chiamato ricevuta la nomina perché è il nostro capogruppo, e mi sembrava corretto avvisarla con la promessa di vederci con tutta la classe dirigente per strutturare il partito e portare l’opposizione nelle strade oltre che nell’aula. Ripartiremo da qui per mandare a casa un’amministrazione inefficiente e non all’altezza di governare Guidonia.

Bocciatura totale dell’amministrazione Barbet?
Il dato politico è che non ha una visione di come vuole amministrare questa città. Lo stesso sindaco non si dimostra all’altezza di guidare la terza città del Lazio. Si nascondono molto bene dietro delle scuse che dopo un anno e dopo il loro vero bilancio però non reggono più. Basta scuse, basta dare colpe a chi c’era prima e al buco di bilancio. Non hanno una proposta. Abbiamo dati allarmanti per quanto riguarda la sicurezza, il commercio, e loro hanno tolto i servizi alle famiglie in difficoltà. Noi abbiamo messo in canriere le campagne con tanta attenzione per le fasce deboli, ma i partiti dall’opposizione certo non possono fare più di tanto.

Le sembra efficace la politica della minoranza?
Hanno portato avanti battaglie importanti, qui i problemi sono su più fronti, penso alla piccola e media impresa, questa amministrazione è cieca di fronte a un’opposizione attenta.

Siamo in una fase delicatissima a livello politico, come imposterà l’azione del partito a Guidonia? Qualcuno dall’interno attacca: troppa politica dei salotti, quella di chi è chiuso nelle segreterie.
Il nostro partito sarà un partito centrale, siamo stati premiati a livello elettorale. La coerenza di Giorgia e il suo pensiero va riportato nelle piazze per farlo arrivare a più cittadini possibile.

A marzo avevate il traino delle regionali, delle preferenze, il prossimo voto sarà squisitamente politico. Non teme l’effetto dirompente di Salvini?
Salvini ha dimostrato con le politiche di conquistarsi una leadership nella coalizione, questo non toglie il ruolo centrale di Fratelli d’Italia e sicuramente se riusciremo a veicolare il messaggio di coerenza di Giorgia il nostro risultato non potrà che migliorare ulteriormente.

La sua gestione a Guidonia quindi? C’è chi critica: solo politica dei salotti.
Nel nostro partito la politica dei salotti non esiste, esiste la politica del fare. Siamo tutti classe dirigente, vale anche per chi ricopre più ruoli e dedica quindi più tempo alla politica. Non esistono scelte calate dall’alto. Abbiamo discusso in ogni sede le scelte del partito, è un partito che si riunisce, fa analisi del voto, capisce le criticità. Da dirigente mi auguro che queste discussioni vengano fatte nelle sedi opportune. Nessuno ha rendite di posizione perché dà il proprio controbuto alle segreterie di partito, anzi è un merito.

Nelle ultime elezioni la consigliera Cacioni insieme all’ex consigliere Messa sono stati protagonisti di una feroce polemica sulle candidature alle politiche. Si poteva fare meglio?
Il collegio uninominale è andato alla Lega, le liste proporzionali sono state fatte in tutta Italia con lo stesso criterio: premiando i territori. Sono questioni che riguardano una discussione interna al partito. Io con la candidatura del sindaco di Palombara non mi sento di dire che Guidonia non poteva essere rappresentata in parlamento. Alessandro oltre a essere il sindaco di Palombara, è un dirigente che da anni coordina questa area.

Il commissariamento è servito a riportare la sana dialettica invece dello scontro in Fratelli d’Italia?
Guardi come in tutti i partiti la dialettica va bene, gli scontri servono, il partito ha raggiunto percentuali incredibili, se la competizione interna è sana e porta il partito a livelli del genere, allora benvenga.

Un impegno concreto in città dei prossimi mesi?
Stare vicini alle fasce più deboli che sono in sofferenza per le politiche del governo nazionale a trazione Pd e soprattutto per la gestione a Guidonia di quest’anno di cinque stelle. Abbiamo delle altre campagne da mettere in campo per aiutare, sperando di governare per poter dare risposte. A Guidonia va rilanciata l’economia, noi abbiamo una visione diversa dai grillini che invece pensano che con un assitenzialismo becero possano risolvere il problema dei giovani. Noi abbiamo una visione di una economia reale molto più produttiva per creare occupazione, tutelando le partite iva e i liberi professionisti non considerati né dai cinque stelle né dal piddì.