Si promettono interventi, progetti, dimuzione delle tariffe. Poi nel bilancio non c’è nulla di tutto questo, niente viene finanziato. “Hanno scritto il libro dei sogni”. E’ Mario Lomuscio carte alla mano ad andare in fondo al nodo conti di Guidonia Montecelio. Il bilancio approvato dalla maggioranza cinque stelle, asciutto all’osso, ricalca quanto impostato dai commissari. Eppure nel documento unico di programmazione, il Dup, approvato dalla Giunta, che disegna le linee di intervento delle politiche dell’amministrazione, “si fanno promesse irrealizzabili, un libro dei sogni vero e proprio” ripete il consigliere del Pd dopo la lunga prova dell’aula.

“Gli obiettivi che si pongono nel Dup diventano completamente nulli nel Bilancio, dove si verifica concretamente quanti soldi vengono previsti per ogni settore e per ciascun intervento. Il risultato rende l’idea e capiamo che quello che dicono è pura chimera”. Lomuscio inizia nella disamina delle carte dall’argomento clou di questi mesi. Le buche. Anche la manutenzione ordinaria a Guidonia è diventata un terno al lotto, prova la condizione disastrata dell’asfalto che alimenta lamentele a non finire da parte dei cittadini. “Nel Dup si promettono numerosi interventi definiti anche risolutivi, poi andiamo a vedere il bilancio e nel 2018 sono stati stanziati nemmeno 600mila euro, e così per il biennio a seguire. Insomma, anche tappare una buca resterà un sogno”.

Un documento tra l’altro zeppo di “valuteremo”, generici “progetti” e “studi di fattibilità”. Una scappatoia, fa notare il democrat, per mascherare la realtà. Esempio perfetto il mai risolto caso del canile, il servizio di ricovero dei randagi costa a Guidonia 600mila euro l’anno e il trend è in crescita. “Ma siamo di fronte a una seria mancanza di conoscenza del territorio da parte dei cinque stelle – incalza l’avvocato Lomuscio – basta vedere la questione dei centri anziani che vogliono trasformare in centri culturali polifunzionali quando oggi non è concesso loro neanche di ballare. Invece di pensare ad adeguarli, si parla di centri culturali”. Dei servizi sanitari meglio non parlare, “tre righe scarne e non viene menzionata nemmeno la casa della salute”. Ma ci sono anche svolte importanti gettate lì come se nulla fosse. In tema di integrazione il documento pone come traguardo quello di sperimentare delle micro aree per contrastare l’abusivismo. Mica sciocchezze. Alcune proposte invece sono state totalmente ignorate, “il consiglio comunale dei giovani, o la soluzione per le biblioteche che avevamo proposto come Pd”. Si vola invece in futuristici abbassamenti delle tariffe mensa e scuolabus (il servizio che non è proprio partito), “sul tema delicato delle attività estrattive – dice Lomuscio – si parla di studi di area vasta per la conversione del bacino” e poi ci si impegna in avventure. Come la trasformazione degli archivi cartacei in digitale, “impresa che richiederebbe un investimento importante e poi però non si dice mezza parola dell’avvocatura comunale”. Il destino delle delegazioni? Presto detto. Essere accorpate in “poli”. Quello di Guidonia, fa intendere Lomuscio, invece non è affatto chiaro.
Gea Petrini