di Gea Petrini

Gli ispettori verranno a controllare e punire i dipendenti comunali da fuori regione, addirittura dalla Bassa Romagna, l’amministrazione cinque stelle di Guidonia Montecelio ha approvato la convenzione che mette i contenziosi di lavoro e i procedimenti disciplinari dei lavoratori pubblici nelle mani di un ufficio dal nome quasi impronunciabile. Si passa cioè all’esterno un pacchetto di competenze che sono da sempre di apposite figure del Comune, e chiaramente a un costo per le casse da qui a un decennio. Scorrono fiumi di polemica intorno alla decisione del governo Michel Barbet che ha incassato l’altra sera il risultato votando in aula il via libera all’adesione “all’ufficio interprovinciale per la prevenzione e la risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro”.

Guidonia e Genzano, stessa spiaggia, stesso mare, stessa convenzione. Un ufficio che esiste appunto dal 2010, nato su idea di Sylvia Kranz allora funzionaria del Comune di Cesena, che è stato ente capofila fino al 2014 per poi passare il timone all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna che erano in partita dal primo giorno. Un’equipe di esperti che dovrebbe scovare i furbetti e dirimere controversie rispetto all’impiego pubblico. Non c’è solo Guidonia, per carità. Anzi tra i Comuni vicini territorialmente appare Genzano che ha approvato la convenzione proprio il 28 dicembre. E’ un periodo di sintonie tra i due municipi, Guidonia e Genzano infatti hanno condiviso anche la dirigente alle Finanze, la dottoressa Maria Lombardi che per diversi mesi ha fatto spola tra gli uffici di Guidonia e quelli di Genzano prima di trasferirsi in pianta stabile nella terza città del Lazio. Ma è l’archivio atti di Genzano a dare il via a un giallo bello e buono intorno all’ultima iniziativa dell’amministrazione cinque stelle. Nella delibera di consiglio comunale di Genzano del 28 dicembre scorso, è allegato uno schema dei Comuni che aderiscono al servizio. Tra Greccio e Melfi, appare Guidonia Montecelio, ben quattro mesi prima dell’approvazione avvenuta in consiglio comunale solo mercoledì pomeriggio. E’ riempita anche la casella della cifra prevista, 4.605 euro, leggermente (ma di poco) diversa da quella effettivamente poi decisa da Guidonia.

La Cgil sul piede di guerra, danno erariale. Il sindacato Cgil Funzione Pubblica fa circolare una nota già il giorno del consiglio a Guidonia, si chiedeva la revoca del punto e un tavolo immediato di concertazione. Andata a vuoto. Dibattito, scontro e voto. La maggioranza va dritta. Il sindacato ieri torna a scrivere a firma di Cadia Liberti, in una lettera aspra inviata al sindaco (e in giù), dove si rimarca a più riprese che le competenze che si decide di affidare all’esterno sono del personale interno, in barba a ogni regola sulla contrattazione, e al ruolo dei sindacati. La Cgil chiede la revoca della delibera. Dall’altra parte? Muro.

Dentro la convenzione, viaggio nello spazio anno 2027. Meglio capire allora il contenuto di questo accordo. L’ufficio in questione dalla Bassa Romagna si occupa di contenziosi, consulenza sul rapporto di lavoro e relazioni sindacali. I problemi disciplinari saranno nelle loro mani. Ispezioni e punizioni. Guidonia ha deciso di aderire per dieci anni, fino al 2027. Dei 7954 comuni italiani, in 137 sono nella sfera decisionale della Bassa Romagna. Ci sono costi, certo. Guidonia, come gli altri, pagherà 15 euro a dipendente. Quindi considerando che i dipendenti sono 294, la cifra prevista e approvata è di 4.410 euro l’anno. L’equipe della Bassa Romagna promette “terzietà e alta specializzazione” nella gestione dei rapporti con i dipendenti pubblici, per andare fino in fondo però dovranno venire a Guidonia. Ecco perché è prevista anche un’altra spesa per le casse pubbliche, il rimborso di trasferta, non meglio specificato rispetto alle voci, ma che intanto per quel che rimane del 2018, viene quantificato potenzialmente in 1.000 euro.

Il Pd all’attacco. L’opposizione non è rimasta in silenzio. Già in sede di consiglio comunale sono iniziate le scintille, il consigliere Pd Emanuele Di Silvio ha messo sotto i riflettori i punti deboli dell’accordo, a cominciare dai costi. Indignato al massimo anche il collega piddì Mario Lomuscio: “L’amministrazione ha deciso che le valutazioni sull’operato dei dipendenti dovranno essere fatti da altri che si faranno pagare per svolgere questa attività, togliendo ulteriori fondi alla nostra città, risorse che si sarebbero potute impiegare per la stessa formazione dei dipendenti. Ma al di là di questo, che già basterebbe per trarne le conclusioni, trovo inaccettabile e sconcertante che il sindaco e la maggioranza abbiano deciso di aderire a questo servizio esterno senza confrontarsi con i propri dipendenti e con i rappresentanti sindacali”. Il capogruppo Simone Guglielmo pone l’accento sull’impoverimento delle competenze interne, fino ad oggi gestite “sempre bene, il meccanismo funzionava, non vorrei che questo sia un modo per girare tutti i contenziosi dell’avvocatura”, ma le perplessità per il democrat sono a cascata, “appare tutto confuso senza contare la durata decennale”.

Noi con Salvini contro sindaco e Giunta. Giovanna Ammaturo non fa sconti: “Trovo disarmante questa convenzione voluta da Barbet perché getta alle ortiche la professionalità di centinaia di lavoratori che da domani potranno essere ispezionati da un organo di controllo diverso dall’Ente con buona pace del sindaco e del M5S che se sono lavati le mani. Con la scusa della difficoltà a leggere la Legge Madia, Barbet, assente l’assessore che pure aveva siglato la delibera, per la prima volta ha provato anche a leggere una piccola parte della convenzione, ha di fatto detto che all’ufficio del personale sono poco adatti a gestire le problematiche inerenti. Cosa altro resta in capo al reparto se non i buoni pasto e il recupero dei piani ferie? Mi chiedo perché paghiamo l’assessore delegato e tutti gli addetti. La Lega e tutta l’opposizione hanno votato contro, con la beffa di sentirsi assicurare che il giorno dopo l’amministrazione avrebbe ascoltato i sindacati di categoria nel merito”. Eppure Michel Barbet questa mattina non ha neanche voluto ricevere la Cgil.

Ecco lo schema allegato alla delibera di Genzano del 28 dicembre scorso dove Guidonia era già in elenco

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