Mauro Alessandri non è più il sindaco di Monterotondo, il consiglio comunale eretino ha stabilito la decadenza dalla carica di primo cittadino per incompatibilità con la nomina ad assessore regionale alle infrastrutture. “Oggi il consiglio comunale- spiega lo stesso Alessandri- ha deliberato la mia decadenza dalla carica di sindaco di Monterotondo. Come sapete martedì mattina sono stato nominato assessore regionale alle infrastrutture, ai trasporti e alla tutela del territorio dal presidente Nicola Zingaretti, un grande privilegio per me: la sua stima mi onora, ce la metterò tutta, come sempre. Una grande responsabilità e un compito gravoso, al quale se saprò essere all’altezza sarà solo grazie a tutto quello che mi avete insegnato in questi 14 anni al servizio di questa comunità, di cui sono stato sindaco per nove anni”. Una storia politica iniziata da giovanissimo per l’ormai ex sindaco di Monterotondo. “Sono entrato in consiglio comunale a 23 anni-continua- ragazzo, studente universitario. Ne esco da padre. Neanche in altri 10 mandati da sindaco riuscirei a restituire alla città tutto quello che mi ha donato, nonostante credo di aver dedicato a tutti voi tutto l’ impegno che ho potuto. Abbiamo affrontato molti momenti difficili, ne siamo sempre usciti con la forza del nostro saper essere una splendida comunità, nel senso etimologico del termine: luminosa, appunto. In un’epoca di imbarbarimento dei rapporti sociali siamo stati, siete stati, un faro di solidarietà, di partecipazione, di vicinanza alle fragilità delle persone, di etica politica, nel senso anche qui di comportamento dell’intera Città, fautori, tutti, di un’umanità diversa, nuova. Ho tentato di servire la Repubblica con dignità e onore: se qualche volta si è sbagliato, come credo, non è stato certo per essersi allontanati da questo dovere ma per la naturale fallibilità comune a tutti gli esseri umani”. Il sindaco uscente ha ricordato anche i passaggi dei due mandati da primo cittadino in cui ha guidato due coalizioni. “Ho avuto l’onore di guidare due coalizioni unite e collaboranti fino all’ultimo giorno della prima e di questa seconda consigliatura, sempre nel campo di un confronto leale. Non ho mai abbassato la testa, mai, e non ho mai scaricato la responsabilità di un errore su qualcun altro”.

In questo ultimo anno Antonino Lupi sarà il sindaco

Il lavoro proseguirà con Antonino Lupi, nominato vicesindaco pochi giorni fa, che occuperà il ruolo di primo cittadino fino alla fine della legislatura nel 2019. “Su questa barca- continua il sindaco uscente- che ha più chiara che mai la rotta, perché è una rotta che tutti abbiamo stabilito di tenere, non sono stato a bordo solo io, ma un’intera maggioranza, più unita che mai, che continuerà nell’attuazione del programma fino alla scadenza naturale del mandato amministrativo, fra un anno, in piena autonomia. Con al timone, al posto mio, come vicesindaco in carica, un uomo dalle qualità umane e istituzionali straordinarie, Tonino Lupi, cui devo molto per questo e molto altro: un altro figlio di questa Città, del suo saper essere comunità”. La rassicurazione del sindaco uscente è di seguire il territorio dal suo nuovo ruolo di assessore regionale. “Davanti a noi abbiamo mesi di duro lavoro, come quelli che ci siamo lasciati alle spalle: io farò la mia parte, come devono farla tutti coloro che credono e che si riconoscono in questa nostra idea di Comunità. Sarà difficile come lo è stato fino ad ora, sarà entusiasmante come lo è stato fino ad ora. Fino alla vittoria, ancora, collettiva. Non appartengo a una cinica casta di raccomandati, gelidi e privilegiati, la città lo sa, il nostro popolo lo sa: il nostro unico, grande, privilegio è sempre stato, è e sarà amministrare degnamente la Città di Monterotondo, onorare la sua Storia e indirizzarne il futuro, testimoniando con l’impegno e il lavoro che la degna e buona politica, e non le chiacchiere, cambia in meglio la vita delle persone, facendole progredire. Come sempre è stato. Grazie a tutti dei tanti messaggi di congratulazione e scusate se non ho risposto a tutti”.
Vincenzo Perrone