Mezzi al lavoro per tagliare l’albero che pende su strada, primi interventi in pinetina a Guidonia centro, nell’area quindi di fronte al parco pubblico sotto sequestro dopo il crollo di due pini venerdì scorso che ha ferito due persone, di cui una donna in maniera grave. Questa mattina l’amministrazione ha dato il via a un’azione concreta dopo sei giorni dal grave episodio, è stato chiuso quindi il tratto di strada interessato di via Roma dalla polizia municipale sul posto proprio per garantire appunto la sicurezza delle operazioni.

Palazzo in agitazione. Subito dopo il terribile incidente di venerdì, il Comune si è trovato a dover gestire una situazione di allerta massima. Da una parte il piano delle responsabilità, la procura di Tivoli ha aperto un fascicolo e il sindaco Michel Barbet ha confermato la massima disponibilità per fare chiarezza sulle eventuali mancanze, insomma carte, informazioni, le porte del Palazzo aperte a ogni necessaria collaborazione. Intanto in via informale è stato veicolato anche un altro messaggio, rivolto tutto alle opposizioni pronte a chiedere dimissioni a destra e a manca. “Ci assumiamo le responsabilità, ma non oltre quello che ci spetta”, quindi niente caccia alle streghe. Anzi meglio tenere i toni bassi. Sul piano materiale la Giunta Barbet ha dovuto capire come affrontare i prossimi passi. Perchè se un dato è apparso chiaro, è stata la confusione rispetto alla gestione amministrativa dell’affaire parchi e alberi. Si agiva su una mappatura esistente che decretava come pericolosi cioè da abbattere 600 alberi. Di questi sono stati tagliati circa la metà, e i due crollati non rientravano nell’elenco di quelli da togliere di mezzo.

Ordinanze e transenne. L’accesso ai giardini pubblici era interdetto da un’ordinanza del 26 febbraio post neve, che vietava l’accesso per verificare la stabilità dei rami che avevano sopportato il peso della neve e lo sferzante gelo. Nella pineta di Guidonia, il foglio era affisso sulla ringhiera ma i cancelli erano aperti, e il parco frequentato ogni giorno da famiglie con bambini al seguito. Cosa non ha funzionato? Di sicuro, in base a quanto si ricostruisce, quelle verifiche dopo la nevicata non sono avvenute per la mancanza di fondi a disposizione, il solito dramma di Guidonia degli ultimi due anni, quindi si è agito sui casi più eclatanti ma la verifica a tappeto prevista non c’è stata. L’argomento chiavi poi meglio non prenderlo, è come il labirinto di Cnosso. Dopo il crollo di venerdì, l’assessorato all’Ambiente per firma della dirigente Paola Piseddu ha pubblicato una nuova ordinanza su sollecitazione dei vigili del fuoco. Questo il 26 marzo. La dirigente ha vietato l’accesso ai parchi pubblici dell’intero territorio comunale per consentire la verifica sulla stabilità degli alberi. L’ordinanza è stata rivista il giorno successivo, correggendo un paio di “refusi”, così vengono definiti nell’atto. Viene cioè eliminata la frase “e la rimozione dei rami e degli alberi pericolanti è già eventualmente caduti”, da togliere perché “non pertinente”, e viene poi sostituita l’espressione “fino alla cessazione della situazione di pericolo” con la più corretta “fino all’esito delle attività di verifica”. Così intanto sono stati chiusi tutti i parchi, Guidonia dà il benvenuto alla primavera con nastri e transenne. Nella terza città del Lazio si agisce in emergenza.

Nuovo studio e nuovo agronomo. Le carte a disposizione del settore poi non sono sufficienti. Prova del nove, i due alberi crollati che non rientrano appunto nella mappatura esistente. Servono altre verifiche, magari con strumentazioni specifiche. E’ la seconda azione della Piseddu che sigla un avviso pubblico per cercare in fretta e furia esperti per misurare la stabilità delle alberature, aggiornare il censimento arboreo e il programma degli abbattimenti. Un lavoro che potrà prendere da uno a tre mesi, con un costo variabile da 5mila a 20mila euro, da svolgere in tre fasi. La prima, per gli abbattimenti immediati degli alberi. C’è tempo fino al 6 aprile per farsi avanti e presentare domanda. Sempre “vista l’urgenza”.
Gea Petrini