Arriverà direttamente al Tar il provvedimento di chiusura della conferenza dei servizi finalizzata al rinnovo dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per l’impianto Tmb di Guidonia Montecelio. A presentare ricorso ci hanno pensato le associazioni Codici, Earth e Cittadini per Fonte Nuova è Nostra. “L’impianto è stato programmato – spiegano dalle tre associazioni – sul fabbisogno del 2003 e, quindi, è obsoleto anche perché nel nord-est romano si sono raggiunti elevati livelli di raccolta differenziata. Si tenga poi in considerazione che il prodotto del Tmb ovvero il rifiuto, viene successivamente trasformato in Css (combustibile solido secondario, tipo di combustibile derivato dalla lavorazione dei rifiuti urbani non pericolosi e speciali non pericolosi) che viene portato all’incenerimento e finisce nel cementificio della Buzzi Unicem della zona, con tutto quello che ne consegue. Dal 2011 la falda acquifera dell’Inviolata è inquinata (in particolare, con la presenza di metalli pesanti ben oltre le soglie di legge), tutto ciò a conoscenza e documentato dell’Arpa del Lazio. L’impianto Tmb andrebbe ad insistere proprio su un’area adiacente alla ex discarica dell’Inviolata, che avrebbe dovuto essere preventivamente bonificata per preservare e tutelare la falda acquifera”.

Una situazione presentata all’attenzione delle autorità locali ma, secondo i referenti delle tre associazioni, non è stata presa seriamente in considerazione. “Prima di fare ricorso al Tar – commenta Donatella Ibba, presidente dell’associazione Cittadini per Fonte Nuova è Nostra – come associazione dei cittadini, abbiamo scritto alla Regione Lazio e proposto la revoca di questi atti. Qualche consigliere regionale ha recepito, ma nessuno ha dato risposte concrete. Il ricorso al Tar è stato quindi un passo obbligato per tutelare la salute e la salubrità della nostra area e gli interessi dei cittadini del quadrante nord-est della provincia di Roma. Come associazione civica abbiamo unito le forze con l’associazione Codici ed l’associazione Earth, perché del resto, non possiamo più aspettare risposte a livello nazionale e a livello locale”. Dello stesso parere anche Valentina Coppola, presidente di Earth. “Abbiamo impugnato al Tar – il suo commento – perché è inaccettabile che si individui un’area ad elevato interesse ambientale ed archeologico per la costruzione del Tmb, ci aspettiamo che si cominci a dare valore all’ambiente concretamente”. Si è unita al gruppo anche l’associazione Codici che segue da diverso tempo le vicende giudiziarie legate ai rifiuti nella Regione Lazio. “Ci siamo costituiti parte civile- dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici- in numerosi procedimenti penali aventi ad oggetto la commissione di reati ambientali. Non potevamo rimanere inerti di fronte alla vicenda del Tmb (peraltro già sotto sequestro giudiziale), soprattutto alla luce delle macroscopiche criticità dell’impianto, che di fatto va ad incidere e pregiudicare ulteriormente una zona che, al contrario, andrebbe tutelata e valorizzata per il pregio paesaggistico e archeologico”.
Vincenzo Perrone