Non entra in Parlamento Stefano Sassano, resta fuori dalla Camera dei deputati per la seconda volta consecutiva, oggi da primo dei non eletti di Forza Italia nel collegio plurinominale che comprendeva anche Guidonia Montecelio. Una corsa non priva di ostacoli considerando la pausa dai riflettori per più di un anno, e un partito che ha cominciato a rialzare lo sguardo solo negli ultimi mesi post valanga degli scandali con l’arrivo del commissario Alessandro Battilocchio, eletto nel collegio del litorale. L’ex sindaco – correva l’anno 2001 – vicino al mondo cattolico, moderato di natura e ostico agli avversari tutti interni, nella sua città consegna un dato di Forza Italia al 14%, non abbastanza in una fase in cui l’asse anche a Guidonia appare chiaramente spostato verso destra, due punti in meno rispetto a quanto il partito azzurro prende alle regionali, cioè il 16%. Attualmente fuori dal consiglio, spariti quasi alle ultime amministrative perché allora due terzi – compresa l’area Sassano – si erano ammutinati e in sostegno al civico Aldo Cerroni, gli azzurri hanno schierato al proporzionale l’ex picconatore della Giunta Rubeis, mentre l’uninominale, quindi lo scettro della battaglia è andato a Barbata Saltamartini uscita clamorosamente sconfitta per soli 19 voti contro il cinque stelle Cubeddu. Sassano è stato voluto in lista da Antonio Tajani in persona per un “sodalizio politico e personale” come è stato ripetuto a più riprese nei video del periodo elettorale, un profilo spendibile – si è inteso – dopo un periodo drammatico per il centrodestra di Guidonia. Il candidato commenta la sconfitta sui social: “Cari amici, nonostante la coalizione di centrodestra abbia ottenuto il 37% dei voti, gli oltre 80.000 consensi ricevuti da Forza Italia nel mio collegio non sono stati sufficienti ad eleggermi alla Camera dei Deputati, risultando per poco il primo dei non eletti di Forza Italia nella provincia di Roma. Vi garantisco che il mio impegno sul territorio continuerà a fianco all’amico Antonio Tajani, fiducioso di aver contribuito con la mia candidatura a rappresentare una proposta politica moderata e popolare necessaria ed alternativa alla demagogia ed ai populismi. Grazie a tutti”. Oltre ai trend generali di cui la città è sempre specchio, c’è quindi la specificità, i rancori, le divisioni interne che soprattutto nella contrapposizione tra Sassano e il mondo Rubeis possono aver inciso. Tant’è che il centrodestra nella terza città del Lazio è molto più destra che centro, considerando che alla Camera Forza Italia si ferma al 14%, mentre Fratelli d’Italia guadagna un ottimo risultato quasi al 9% e la Lega vola al 15.6%. Nel 2013 il Pdl (che aveva il grosso degli ex aennini dentro) era al 23.2%, FdI al 2%. e la Lega addirittura allo 0.10%. geape.