Siamo a un soffio dalle elezioni. Domenica si vota per le politiche e per il Lazio. Laura Cartaginese è candidata con Forza Italia alla Regione. Una sfida difficile. Mi racconti come è stata questa campagna elettorale.
Una grande e straordinaria avventura. Dicono che la campagna elettorale per le regionali sia la più dura. Oggi lo posso confermare e posso anche aggiungere che si tratta di una sfida sotto tutti i punti di vista: abbiamo combattuto contro la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica puntando sulle idee, sulle proposte e sul cuore. Io sono Laura per tutti, ho lo stesso numero di telefono da anni, non l’ho mai cambiato, non mi piace sedere sulle sedie per fare numero. Ho sempre avuto a cuore la mia città e lavorato convinta che le piccole cose possono davvero cambiare la qualità della vita dei cittadini. Guardi non mi riempio la bocca di parole, solo per fare un esempio ho riaperto giardini pubblici abbandonati, a Villa Adriana e a Campolimpido, con l’aiuto e il sostegno dei comitati di quartiere, che tanto fanno dove non arriva l’amministrazione. Questo è lo spirito con cui ho affrontato la sfida del 4 marzo.

Si presenta in ticket con Adriano Palozzi, nome forte in casa azzurra. Per la prima volta c’è la doppia preferenza di genere, lei cosa ne pensa? E’ un passo in avanti?
Non credo che le donne abbiamo bisogno di una legge per aiutarle a fare politica attiva. Sono iscritta a Forza Italia dal 1994 e ho fatto la gavetta, come è giusto che sia e quegli anni per me sono stati formativi e preziosi. È vero che gli uomini non ci lasciano spazio ma è altrettanto vero che pensare di essere trattate come specie protette è quanto di più lesivo ci possa essere per la dignità stessa delle donne. Le cose ce le possiamo e dobbiamo guadagnare.

La sua candidatura nasce a Tivoli ma ha un forte sostegno anche a Guidonia. Proprio lì, se posso dirlo, il suo contributo per la formazione della lista alle ultime elezioni amministrative è stato determinante, in un momento critico in cui pezzi da novanta locali di Forza Italia erano ammutinati. E’ in quel momento che ha radicato il suo consenso anche a Guidonia?
Io sono una donna di partito, se Forza Italia ha bisogno di me metto in campo tutte le mie energie. Guidonia è un comune importante con una storia politica recente travagliata. Mi sembra però sotto gli occhi di tutti lo straordinario lavoro fatto dal governo di centrodestra negli anni in cui era al governo della città. Questo non solo è innegabile ma non si può e non si deve dimenticare. Per questo ho deciso di spendermi con il sostegno del mio gruppo che non si è risparmiato, ma si è messo sin dall’inizio a disposizione. Il consenso si costruisce con l’impegno e questo non ci manca.

E il ticket di cui parlavamo prima con Palozzi su cosa si basa? Accordo politico fondato su quali prospettive comuni?
Io e Adriano ci conosciamo da anni, abbiamo una visione comune della politica e un modo schietto e sincero di rapportarci con le persone. Sicuramente questa è stata la base di partenza da cui è nato il nostro sodalizio. Abbiamo un programma comune, la stessa voglia di fare nel rispetto dei territori e il ticket elettorale che stiamo proponendo insieme ne è la sintesi perfetta. Non potevo trovare un alleato migliore.

Cartaginese, il centrodestra a livello regionale soffrirà dell’effetto Pirozzi. E’ stato comunque un bene proporre Parisi per la presidenza?
Conosco Stefano da anni e sono stata presente alla nascita del suo movimento, Energie per l’Italia. Parisi non solo è un grande manager, nato e vissuto a Roma non smetto mai di dirlo, ma è una persona capace che si è messa in gioco per spirito di servizio. Sono convinta che non potevamo fare scelta migliore. Questa Regione, governata indecorosamente dal centrosinistra, ha bisogno di persone capaci e competenti, che non raccontino storie ma siano in grado di mettere in campo progetti concreti. Credo che l’operazione Pirozzi leda al centrodestra e a tutti i cittadini, ma non ho dubbi sul fatto che le urne ci daranno ragione.

Parliamo del territorio, la Regione è luogo cruciale per le scelte politiche e amministrative. Lavoro e sviluppo, concretamente quali interventi si possono mettere in cantiere?
Prima di fare politica sono una consulente del lavoro e un’imprenditrice, per cui conosco bene la situazione in cui versano le imprese di questo territorio e le difficoltà, tra la pressione fiscale e la crisi economica, che stanno letteralmente soffocando il nostro tessuto produttivo. Per questo credo sia necessario mettere in campo un programma che da un lato si basi sui pilastri della flexsecurity, su tutti sicurezza occupazionale e sociale, dall’altra punti molto sulle potenzialità del turismo. Il Lazio ha tesori che ci invidiano in tutto il mondo e l’indotto in termini economici è ancora tutto da sfruttare e soprattutto costruire. Pensiamo alle professioni, guide turistiche, esperti di marketing territoriale, albergatori e all’indotto, un patrimonio che deve essere messo a regime con gli strumenti adeguati. Abbiamo la materia prima, usiamola con criterio.

A Tivoli ci sono quattro candidati alla Regione. Due sono del Pd, ma c’è un’altra donna in gioco con Pirozzi, la presidente del consiglio comunale. Campagne parallele o c’è competizione?
Maria Rosaria è una collega di consiglio capace e in gamba. La decisione di candidarsi è sempre irta di ostacoli e i dubbi, prima di partire per la corsa elettorale ma anche durante, non ti abbandonano mai. Le auguro di fare un buon risultato che possa ripagare i suoi sforzi e quelli del suo gruppo.

Un sostenitore che non si aspettava e quello al quale non potrebbe mai rinunciare.
Non mi aspettavo di trovare tante persone pronte a dare una mano in un momento in cui la politica è così distante dalla gente. È stata davvero una bella sorpresa. A chi non potrei mai rinunciare? Non potrei mai rinunciare alla mia famiglia, ai miei nipoti che sono stati sempre presenti e ad un gruppo di amici che si sono messi in gioco senza pensarci due volte.
Gea Petrini

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