E’ il nome di punta del centrodestra nel collegio, ma si sente soprattutto la candidata del territorio, Barbara Saltamartini. Prova del nove, l’immediato sostegno ai carabinieri per il blitz di ieri in una palazzina di Villalba tra allacci e occupazioni abusive. “Stop alle occupazioni abusive, stop all’illegalità: un plauso alle forze dell’ordine che a Villalba di Guidonia sulla via Tiburtina hanno avviato un’operazione contro occupazioni e allacci alla rete elettrica abusivi, per cui sembrano coinvolti anche rom. Si tratta di una zona da tempo oggetto di denunce da parte di cittadini esasperati da questa situazione, non distante dal campo nomadi di via di Salone. Non sono più accettabili zone franche nelle nostre città, serve il pieno ripristino della legalità e della sicurezza. E questa sarà una delle priorità della Lega e di tutto il centrodestra una volta al Governo del Paese”. La deputata leghista si trova a suo agio nell’argomento legalità e tiene a lasciare il segno in questa campagna elettorale nel collegio uninominale di Guidonia. Ecco perché sabato ha aperto le danze in un incontro nella saletta del bar Lanciani. Circondata dai candidati dei partiti al plurinominale e dal collega leghista Umberto Fusco che gareggia per il Senato, Saltamartini è sembrata a suo agio, spigliata, pronta a inchiodare gli avversari alle loro debolezze. Emozionata, e non lo ha nascosto, con i genitori seduti in seconda fila, “sono onorata di essere candidata nel territorio”, Saltamartini si è soffermata sui quattro simboli che la sostengono, “il centrodestra torna unito e rappresenta l’unica coalizione che può arrivare al 40%”. Non ci saranno mosse azzardate dopo il voto, “noi gli incuici non li vogliamo fare” ha detto alla platea, senza risparmiare il governo che “ha sistebuto le lobby finanziarie e aiutato i banchieri”. Il collegio di Guidonia decreterà il deputato e il senatore per un solo voto in più. Non li nomina i contendenti, ma la prima stoccata è per Aldo Cerroni, il civico candidato con il centrosinistra su proposta del Pd. “Noi non siamo indipendenti, noi rispondiamo a valori precisi. Non abbiamo bisogno di definirci indipendenti, siamo dipendenti dai cittadini”. Ma non tralascia Sebastiano Cubeddu, in corsa con i cinque stelle, per attaccarlo le basta citare l’amministrazione capitolina targata Virginia Raggi, “di persone oneste ma incapaci non so cosa farmene”. Intervengono i candidati del plurinominale, dal forzista Stefano Sassano al sindaco di FdI Alessandro Palombi, che è in lista ma in posizione testimoniale. Di Fratelli d’Italia arriva Marco Marsilio, seduto in prima fila, in seconda c’è Mario Pozzi, sul finire entrano e si sistemano la consigliera Arianna Cacioni e l’ex Alessandro Messa. Protagonisti, nelle concitate ore di chiusura delle liste, di polemiche al vetriolo sulla mancanza di candidati di Guidonia nel proporzionale di FdI. Insomma, sono una presenza che si fa notare. Ma niente dichiarazioni roventi, Messa post evento interrompe subito, “parliamo invece del sindaco che non è venuto alla commemorazione dei martiri delle foibe”. Se ne occuperà, di intervenire, la Cacioni. E a suon di “vergogna”.
Gea Petrini

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