Ha deposto la corona di fiori accompagna da Barbara Saltamartini, sabato mattina la consigliera di FdI Arianna Cacioni ha celebrato la giornata del ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Davanti a cento persone presenti a Villalba, insieme ai candidati del centrodestra alle politiche, oltre alla Saltamartini anche Marco Marsilio, e Alessandro Palombi, e alla collega Giovanna Ammaturo, Cacioni ha ricordato l’esempio di Guidonia Montecelio, prima città d’Italia che nel 1997, su spinta dell’allora deputato Vittorio Messa e sotto il mandato di Ezio Cerqua sindaco, dedicò una piazza, quella di Villalba, alle vittime delle Foibe. Una celebrazione sobria e sentita, “tutti i morti attendono pietà” ha detto il sacerdote, seguita però da un fiume di polemiche per l’assenza totale del Comune. Il sindaco Michel Barbet non ha presenziato né ha inviato alcun componente dell’istituzione cittadina. E’ indignata a più non posso Cacioni, “l’ennesima prova di sciatteria dell’amministrazione 5 stelle”, un comportamento “vergognoso e imbarazzante”.
“Quelli che Barbet dimentica sono diecimila italiani, gettati vivi e morti fra il 1943 e il 1947 nelle cavità carsiche di origine naturale che in terra d’Istria prendono il nome di Foibe. Una pagina buia della storia d’Italia, che fatica ad ottenere un posto nella memoria e nella coscienza collettiva. Ad essere inghiottiti dalle foibe furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Tutti prima di ogni altra cosa italiani. Una carneficina che assume i tratti della pulizia etnica, frutto dell’odio politico-ideologico del regime Jugoslavo del maresciallo Tito nei confronti dei non comunisti, e che terminò solo nel 1947, quando, venne fissato il confine fra l’Italia e Jugoslavia”.