Sulla carta è l’Azienda sanitaria più estesa della Regione Lazio, con un bacino di utenza importante e una serie di criticità che sono, neanche a dirlo, sono sotto gli occhi di tutti, all’atto pratico per la politica che conta in materia di sanità è una di quelle decisamente trattate con meno riguardo. A raccontarlo sono i fatti, su tutti il nuovo cambio di vertice consumatosi una manciata di giorni fa, quando il presidente in carica Nicola Zingaretti ha messo nero su bianco il commissariamento dei vertici aziendali della Asl Roma 5 e la nomina di Giuseppe Quintavalle, già direttore generale della numero 4 dal 2014. Un cambiamento annunciato visto il tira e molla durato mesi sull’ex uomo di punta dell’Azienda, Vitaliano De Salazar, che dalle parti di via Acquaregna, sede degli uffici che contano, pare non si fosse mai ambientato del tutto. Certo il territorio non è di quelli semplici e la progressiva destituzione dell’ospedale di punta, il San Giovanni Evangelista, in emergenza costante, non ha aiutato affatto il manager ad ambientarsi, tra carenze croniche di personale e strutture bisognose di piano di recupero ingenti, anche dal punto di vista economico. La nuova gestione, che va ribadito parla di commissariamento, è comunque partita con tutte le buone intenzioni, come comunicato dalla stessa Asl che ha divulgato un primo commento di Quintavalle: “Si tratta di una sfida importante. Il nuovo incarico rappresenta il riconoscimento dal lavoro svolto finora all’insegna dell’umanizzazione delle cure e delle strutture sanitarie e del rinnovamento al fine di armonizzare il sistema, un progetto che sto portando avanti anche nella Asl Roma 4”. Oggi pomeriggio intanto inizia un primo tour nei centri nevralgici: si parte dall’Ospedale Parodi Delfino di Colleferro.