Vede all’orizzonte una “netta ripresa del consenso elettorale” il commissario azzurro a Guidonia Montecelio Alessandro Battilocchio. L’ottimismo c’è, mentre intorno lo schema politico è altalenante da far venire il mal di mare. Esattamente una settimana fa il sostegno del centrodestra a Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice che si è candidato alla presidenza della Regione Lazio con una civica nell’intenzione – un po’ come fece anni fa la Emma Bonino – di mettere alle strette i potenziali alleati, era data per certa. Opzione ticket, ipotesi Bertolaso, poi Giro, Berlusconi si sta convincendo, i sondaggi sono univoci, nel week end l’ipotesi è montata e caduta nell’arco di poche ore. Fratelli d’Italia e Forza Italia non vogliono Pirozzi, per ragioni diverse ma in parte collimanti: non si fidano, uno, e non di minore importanza benedire Pirozzi vorrebbe dire spostare i pesi nel Lazio indebolendo i luotenenti azzurri e i colonnelli di Giorgia. Così da lunedì in una strisciante agonia, mentre Pirozzi va avanti con convegni e video, riprende piede la possibilità di vedere candidato il capogruppo alla Camera di FdI, Fabio Rampelli, come nome unitario del centrodestra. E nei territori? Clima surreale.

Per il fronte regionali, i candidati sono in pista, macinano chilometri e iniziative, senza sapere chi sfiderà il dem Nicola Zingaretti e la cinque stelle Roberta Lombardi con situazioni dal tocco paradossale, materiali elettorali senza nome del leader o in alcuni drammatici casi con quello sbagliato. Tant’è che a Tivoli la forzista Laura Cartaginese è in corsa ufficialmente in ticket con Adriano Palozzi – ex consigliere regionale uscente, numero uno della provincia dove guida il partito – vanno, si fanno immortalare insieme, Cartaginese presenzia anche l’altra sera la riunione a Guidonia, quella del martedì, d’altronde correnti interne  o meno è la candidata del territorio. Il clima di incertezza pervade e spiazza, crea dilemmi veri e propri. Sabato 20, per dirne una, Sergio Pirozzi sarà in città a presentare il libro su Amatrice – ricavato in beneficenza – occasione politica d’eccezione considerando che il sindaco giunge nella terza città del Lazio in un evento organizzato da Noi con Salvini. Meglio precisare che “non c’è niente di politico”, per quelle locandine con il simbolo leghista è scoppiato un caso regionale, la consigliera Giovanna Ammaturo è stata tartassata di telefonate pur di imporle: aggiusta il tiro. Andare o non andare, si interroga ora qualche azzurro, ha parlato del dubbio amletico giusto Maurizio Massini, sui social, l’ingegnere autore del famoso documento sulla discontinuità (correvano le elezioni comunali), sassaniano (almeno all’anagrafe), chiedendosi “che fare?”, pur non condividendo davvero nulla con Lenin, sia chiaro.

Se in casa azzura ci si interroga, non dovrebbero invece mancare in platea, domani pomeriggio, i civici di Guidonia Montecelio. Ripetono un solo ritornello da settimane, cerchiamo di andare uniti. Le liste variegate che compongono il polo civico – portavoce Michela Pauselli, ex candidato sindaco Aldo Cerroni, tre consiglieri all’opposizione – d’altronde hanno matrici culturali distanti che vanno da sinistra a destra destra passando per i moderati cerroniani. Il proposito è non scompaginare il fronte almeno per le regionali se non per le politiche. Non servono poteri di chiaroveggenza per capire che l’argomento sarà stato al centro del rendez vous consumato nel caveau di Lanciani, come viene ribattezzata dai frequentatori la saletta interna all’enoteca, all’ora di pranzo e proprio ieri. Per i civici di Guidonia, i biplanisti di Mauro Lombardo, il cerroniano Paolo Ruggeri, ma il vertice era senza confini nell’ottica, s’intende, di affrontare in un assetto di area vasta l’appuntamento elettorale. Ecco perché c’era anche il civico di Tivoli Gabriele Terralavoro, il civico di Fonte Nuova e pruista Umberto Falcioni, ancora la delegazione di Mentana capeggiata dal sindaco Marco Benedetti insieme all’altra metà dell’alleanza Matteo Alesiani. Le indiscrezioni danno come possibile una  candidatura in Regione di Alesiani con Pirozzi, all’uscita però bocche cucite e un unico commento, “non bisogna avere fretta, ancora pochi giorni”. Alesiani o meno in lista, i civici di Guidonia sono già andati all’evento gemello – anche se organizzato da una scuola e non da una formazione politica – in quel di Tivoli con il sindaco di Amatrice, difficile credere che mancheranno la tappa.
Gea Petrini