di Gea Petrini

“Oggi sono esattamente sei mesi dalle elezioni”. Michel Barbet siede dietro la scrivania che negli ultimi anni ha visto succedersi Eligio Rubeis e i commissari prefettizi. “Non ho toccato niente”, dice il sindaco francese di Guidonia Montecelio guardandosi intorno, non sembra ancora completamente a suo agio nella stanza del potere della terza città del Lazio.

Sindaco Barbet, sei mesi di amministrazione. Facciamo un bilancio complessivo di questa prima fase.
Dobbiamo partire dalla situazione che abbiamo trovato. Un Comune ingessato che da anni aveva un problema di amministrazione senza lungimiranza. È stato difficile portare avanti le iniziative anche le più semplici. In campagna elettorale abbiamo affrontato diversi temi: la scuola, l’ambiente, lo sviluppo del territorio e il turismo. E siamo partiti subito dal problema della scuola per la mensa con una riduzione della tariffa e dallo scuolabus. Abbiamo lavorato tanto. Pensiamo alla mensa, dove c’è stato un abbattimento del 17% della tariffa e la possibilità di pagare il pasto in base al consumo. Sullo scuolabus abbiamo incontrato più difficoltà: la società era sotto indagine, abbiamo cercato di creare un bando che è ancora in corso, ci sono i tempi lunghi della burocrazia. Sempre per rimanere nelle scuole a settembre c’è stata una prima azione di manutenzione e ora si passerà al secondo giro.

Volevo capire se si sente soddisfatto.
Ci riteniamo soddisfatti perché Guidonia era disagiata con finanze disastrate e una struttura amministrativa che aveva enormi difficoltà a riemergere. Ci siamo impegnati per rilanciare la macchina amministrativa, e a breve la macrostruttura sarà rivisitata. I risultati ci sono stati malgrado le difficoltà. Pensiamo all’accordo trovato con la Tekneko che a fronte di un piano di rientro del debito ha rinunciato agli interessi. E ancora alla campagna di comunicazione sulla Tari che in due mesi attraverso il ravvedimento operoso ha portato a incassi tre volte superiori rispetto al passato.

Conti in rosso. A che punto è il fondo di rotazione, il prestito dello Stato?
Il fondo di rotazione è la nostra meta. Si tratta di circa 25 milioni di euro che daranno ossigeno per pagare i fornitori e dare maggiore sicurezza a chi vuole investire. Abbiamo lavorato tanto con l’assessore alle finanze e la dirigente. Ci siamo scontrati con le difficoltà per la mancanza di dati che abbiamo dovuto integrare rispetto al piano, per questo i tempi sono slittati, ora le carte sono alla Corte dei conti che a breve darà l’ok.

A proposito, con la situazione complicatissima delle finanze di Guidonia, il Comune ha preso una dirigente che viene due volte a settimana. Le sembra una scelta razionale?
È stata una scelta dovuta alla necessità di trovare un punto d’incontro con il Comune di provenienza della dirigente, ma da gennaio sarà al 100%…

Non sarà ancora part-time con il nuovo anno anche se con più ore a Guidonia rispetto a Genzano?

No, sarà qui al 100%. La dirigente è veramente di un alto livello tecnico, e malgrado sia stata a Guidonia in maniera parziale ha svolto un grande lavoro insieme all’assessore alle finanze.

Il polo civico dice che avete commesso un errore. Il piano di riequilibrio lascrime e sangue poteva essere rivisto, mettendo in moto interventi di profilo politico che i commissari come naturale non hanno invece toccato.
Voleva dire andare in dissesto e non pagare i fornitori. Un’azione che non avrebbe permesso di portare avanti il rilancio, sviluppare l’industria estrattiva delle cave, puntare sul turismo. Abbiamo seguito la linea del ministero: avere il fondo di rotazione per dare respiro alla cittadinanza, soprattutto dal punto di vista sociale perché se una azienda chiude il problema diventa sociale. Abbiamo pagato il possibile grazie alla task force, si è pagato il dovuto dando certezze, ricordiamoci che ci sono pagamenti che provengono dalla vecchia amministrazione, dove sono stati arrestati i dirigenti.

La task force resta in piedi?
Sì entro la chiusura dell’anno siamo riusciti a pagare molte aziende, oltre ai contributi economici ai cittadini in difficoltà dando grande sollievo.

Ripetete non ci sono i soldi, i debiti sono una montagna, la colpa è di chi ci ha preceduto. Non crede sia segno di debolezza al giro di boa del primo semestre? La politica non dovrebbe avere la capacità di incidere anche in gravi condizioni come quelle di Guidonia?
Non siamo deboli e proprio per quei risultati di cui le parlavo prima. Ma aggiungo anche le tre palestre riaperte, il teatro che presto riaprirà, il museo che avrà un direttore scientifico….

Il museo è chiuso e sia per il direttore che per i servizi i fondi sono pochissimi.
Abbiamo firmato una convenzione con l’associazione archeologica Latina per l’apertura del museo…

Ma non doveva esserci un bando per affidare la gestione dei servizi?
Ci sarà ma loro si occuperanno della transizione.

Con gli scarsi fondi previsti il futuro del museo non sembra affatto roseo.
Noi stiamo lavorando con il bilancio del commissario, ora che faremo il nostro sarà più equilibrato. Stiamo costituendo l’ufficio audit per le entrate e abbiamo delle convenzioni in atto con l’Anci per avere un aiuto concreto. E si sta lavorando anche sul taglio delle spese.

Immobilismo, paralisi, inadeguatezza. Sono i giudizi che più di frequente vi vengono addossati, a cominciare dall’opposizione.
L’opposizione sa come stanno le cose. Abbiamo fatto tanti piccoli interventi che rispetto a quanto abbiamo a disposizione in realtà sono grandissimi. Mi rivolgo alla città: non si riesce a percepire il grande sforzo che stiamo compiendo perché sono questioni molto tecniche. Il pasto da casa è stato tecnicamente molto difficile da realizzare a causa della responsabilità in capo ai dirigenti e ai ritardi della Asl. Ecco perché è visto come una sconfitta ma in realtà non lo è. E ci stiamo preparando a migliorare per il prossimo anno. Bene le sollecitazioni dell’opposizione, ci servono a dare il meglio, tutta la squadra sta lavorando anche in questi giorni di Natale, compreso il 24 il 25, per il fondo di rotazione. Comunque, ringrazio l’opposizione per gli input.

Impianto dei rifiuti. Concretamente cosa farete?
Siamo convintissimi di dire no a un ulteriore scempio, l’apertura dell’impianto dei rifiuti porterebbe un danno ambientale non indifferente. Stiamo cercando di capire bene come affrontare la questione vedendo tutte le carte dell’impianto che è ancora sotto sequestro. I rifiuti sono una competenza della Regione, noi abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato insieme alle associazioni. Proprio in questi giorni abbiamo firmato. Politicamente faremo di tutto per non permettere l’apertura di un impianto obsoleto che insiste su un territorio martoriato e dove c’è un vincolo paesaggistico.

Il risultato migliore raggiunto in questa primissima fase.
Non uno, ma tanti piccoli risultati e li rivendico tutti, perché sono serviti a dare benessere alla cittadinanza. Come ad esempio i mercatini di Natale…

Li hanno organizzati le associazioni dei commercianti.
Ma noi li abbiamo stimolati. E penso ancora alle case popolari, al fare impresa in un giorno.

Una delusione, se c’è, in questa avventura da sindaco.
Non c’è una delusione. Siamo arrivati convinti di dover affrontare grandi difficoltà, poi ci accorgiamo che è ancora più difficile del previsto. Ma non sono deluso, tutti siamo impegnati al massimo, e c’è una sensazione di grande positività.

Personalmente era favorevole all’intitolazione dell’aula a Impastato? Non tutti in maggioranza lo erano.
Sì io ero d’accordo. Siamo un gruppo di persone che non sempre hanno le stesse opinioni, ma alla fine troviamo la giusta misura per portare avanti il progetto. L’obiettivo è amministrare Guidonia Montecelio nel modo migliore possibile. Sento che il senso di legalità sta tornando in questo comune, in questa città, i cittadini avevano voglia di questo cambiamento. Guidonia è stata martoriata, la cittadinanza vuole cambiare strada.

Cosa pensa della sua maggioranza a livello amministrativo e politico?
Dal punto di vista amministrativo abbiamo delle figure molto valide ma so che ci vuole ancora tempo, contiamo sull’ausilio di ottimi dirigenti e funzionari. Politicamente, siamo un gruppo che ha deciso di portare avanti un progetto per la città.

Il capogruppo Santoboni sembra avere su di sé gran parte delle responsabilità. Un accentratore?
No, Santoboni ha una grande sensibilità rispetto alle problematiche del territorio, è sempre stato vicino alla cittadinanza, è il consigliere comunale con più esperienza e il più preparato.

C’è un asse Cocchiarella-Checchi che influenza in maniera predominante le dinamiche urbanistiche?

Diciamo che questo più che altro è venuto fuori….

Vuole dire dalle ricostruzioni giornalistiche? I politici dicono così.
Io le dico che non c’è questa influenza, si potrebbe dire di qualsiasi consigliere, stiamo toccando l’urbanistica ed è un settore molto sensibile. Cocchiarella dà il meglio, è uno che studia, bravo e ha un suo modo di parlare che magari può non piacere.

Sull’urbanistica il dibattito in aula è durato un lampo, poi avete indetto un incontro con il settore in altra sede.
Ecco questa era una questione che volevo chiarirle. L’incontro è stato organizzato con le associazioni di tecnici e hanno parlato solo i rappresentanti, era un incontro previsto già entro il 15 dicembre e poi slittato per ragioni di impegni istituzionali. È stato pensato per dare spazio e voce al settore.

Posso chiederle chi lo ha organizzato? L’evento è stato pubblicamente difeso dalla sorella del consigliere Cocchiarella, era tra gli organizzatori?
No non era tra gli organizzatori. L’incontro è stato messo in piedi dall’assessore, dal dirigente, con la partecipazione della presidente della commissione urbanistica e da me. Volevamo dare un messaggio di apertura al dialogo e a tutti, indistintamente. Alla prossima riunione non parteciperò, io non sono tecnico.

Recentemente abbiamo intervistato il consigliere Caruso che si è espresso in maniera critica rispetto alla possibile candidatura di Cubeddu al Senato. Lei ha preso pubblicamente le distanze da quelle dichiarazioni. Come mai?
Abbiamo sempre detto che il movimento cinque stelle è un gruppo di persone, tanto che ci piace chiamarci portavoce: il sindaco è scelto dei cittadini, il consigliere comunale anche, siamo un gruppo.

Qualcuno le ha chiesto di intervenire?
No…

Comunque non me lo direbbe, lo capisco.
Glielo direi. Nessuno. Siamo autonomi nel movimento.

Secondo lei ha sbagliato Caruso a esprimere una valutazione?
Il problema è che può essere interpretato male. Nel movimento funziona che ci vediamo, a volte siamo centinaia, si vota e chi ha più peso va avanti. E’ stato così anche nel mio caso.

E lei cosa pensa di Cubeddu al Senato?
Cubeddu è una persona validissima come ce ne sono tantissime altre.

Sappiamo che l’ex capogruppo è stato critico nelle riunioni rispetto alla vostra gestione amministrativa, pensiamo all’urbanistica.
Cubeddu è stato ed è molto critico con noi e ci dà un input positivo che viene da una persona che ha avuto un’esperienza in Comune.

I primi provvedimenti del 2018.
I provvedimenti saranno sulla stessa linea di quello che abbiamo fatto fino ad oggi, cioè risolvere i problemi e portare avanti il nostro programma. Ambiente e sociale al primo posto. Sull’urbanistica abbiamo già internalizzato l’ufficio condono e adesso stiamo sulla verifica dei piani bloccati per riprenderli in mano.

Barbet, chiudiamo con un messaggio alla città in vista del nuovo anno.
Il 2017 è stato per Guidonia un anno molto difficile e gli arresti un colpo tremendo per tutti i cittadini. Dobbiamo superare insieme questo momento, c’è un’amministrazione comunale che vuole cambiare le cose, chiedo ai cittadini di darci fiducia poi tra cinque anni con il voto decideranno se confermarci o allontanarci dal Comune.