di Gea Petrini

Duella in consiglio con le donne dell’opposizione, uno dei pochi a intervenire in ogni assise, il promotore delle iniziative antimafia del neo governo cinque stelle di Guidonia Montecelio, il 27enne Claudio Caruso ammette, “non siamo fenomeni ma stiamo studiando”. Il bilancio a quasi sei mesi di amministrazione dagli occhi della maggioranza è positivo – a sentire il giovane eletto – nonostante la crisi finanziaria drammatica ereditata dal centrodestra e qualche “errore” commesso – assicura – in totale buona fede. L’obiettivo, ricorda Caruso, è traghettare la città fuori dal pantano, ma il 27enne è uno dalle idee chiare anche sul fronte squisitamente politico. Alla vigilia delle elezioni, cassa l’eventuale candidatura in Senato di Sebastiano Cubeddu. “Non mi rappresenta”.

Caruso, sei mesi dalla vittoria elettorale. Avete preso in mano una città in grave affanno, i conti pubblici disastrati con più di 40 milioni di debiti, la macchina amministrativa paralizzata. Vorrei una sua valutazione su questa prima fase di lavoro.
Stiamo cercando di portare Guidonia Montecelio a una rinascita, lavorando al massimo spinti da una visione: coprire il buco dei conti e far rinascere la città. Tutti gli atti che compiamo sono indirizzati al benessere dei cittadini.

Sulle buone intenzioni nessuno solleva dubbi, come non si sottovalutano le difficoltà che dovete affrontare. L’impressione però è che non abbiate gli strumenti adeguati per amministrare una città così complessa. Crede ci sia qualcosa di vero in questa analisi?
Certo non siamo fenomeni, con il tempo stiamo capendo come agire, qualche errore è stato compiuto ma diamo tutto per individuare soluzioni veloci. Le cito la mozione che avevo presentato per intitolare l’aula a Peppino Impastato. C’era un errore, una sola firma, è vero. Non siamo professionisti della politica ma studiamo e ci impegnamo.

Parliamo dell’intitolazione dell’aula. Proprio nel consiglio di venerdì mattina va in discussione la sua proposta che ha creato qualche polemica. Perché ha scelto proprio Impastato?
Intanto è una proposta che è passata prima in commissione e non mi sembra che l’opposizione abbia sbattuto i pugni sul tavolo più di tanto. Credo sia giusto intitolarla a Impastato perché è un cittadino, non un politico, ma un cittadino e questo ci consente di avere una visione completa sull’antimafia. La nostra idea è di portare in città il fratello Giovanni, anche per un incontro con gli studenti.

Ritardo del Comune nei pagamenti. Anche il polo civico è tornato sull’emergenza in queste ore, le aziende entrano in crisi, a rimetterci sono i lavoratori e le famiglie, per non parlare dei servizi. C’è una vostra responsabilità in questo immobilismo?
Noi abbbiamo messo in campo una task force per i pagamenti con il compito di velocizzare le procedure burocratiche. Stiamo aspettando il fondo di rotazione dallo Stato che consentirà di avere ossigeno, e nella task force abbiamo messo i migliori impiegati: non sappiamo ancora a quanto ammontino le fatture ma si lavora e speriamo di pagare le aziende in breve tempo.

Altro piatto rovente, giusto per dirla così, è la mensa scolastica e il pasto da casa. Quali sono i punti critici in questa vicenda?
Intanto ringrazio l’assessore Strani per il suo lavoro. Noi stiamo rivedendo il regolamento sulla mensa scolastica insieme all’opposizione in modo da non replicare i problemi il prossimo anno. Quest’anno c’è stato un grandissimo caos, e non deve più accadere.

Passiamo alla politica. C’è secondo lei nella maggioranza cinque stelle un gruppo d’influenza all’urbanistica?
All’urbanistica ci sono stati dei problemi, a volte affrontati con leggerezza come nel caso degli ospiti indesiderati, ma sempre in buona fede.

E’ protagonista in aula di veri duelli con l’opposizione, soprattutto con Giovanna Ammaturo di Noi con Salvini.
Fare una battuta non è violenza sulle donne, ha detto un’assurdità.

E’ un’accusa che le ha rivolto la consigliera dopo una sua uscita.
Una battuta su Pontida, per questo mi ha rivolto quell’accusa grave, molto grave. Uno come me che organizza iniziative contro la violenza sulle donne, inconcepibile.

Però anche con Arianna Cacioni di Fratelli d’Italia non mancate di dialettica.
Nell’ultimo consiglio mi ha detto fuori microfono che se sono nervoso devo starmene a casa. Io sto in Comune a lavorare per i cittadini, quello è il mio unico pensiero. Non ho nulla contro Cacioni, a parte, è chiaro, la foto con Berlusconi. Io ho un grande rispetto per le donne. Vogliamo parlare di violenza sulle donne? Sono rimasto molto amareggiato che nel giorno dell’inizitiava del Comune su questo importante tema, nessuna donna dell’opposizione si sia presentata. Tutto poteva essere organizzato meglio, è vero, ma loro dovevano venire per intervenire.

Il problema è che non c’erano i cittadini. Iniziative andate deserte.
Sì ma le le istituzioni devono essere le prime a essere presenti. Se quell’evento fosse stato organizzato dal polo civico, io ci sarei andato.

Dal suo punto di vista chi è il capo dell’opposizione?

E’ un ruolo che vedo negli occhi di Simone Guglielmo e Giovanna Ammaturo, le persone più tenaci. Per noi la minoranza non è un nemico, anzi, va ascoltata.

Siamo alla vigilia di due mesi di fuoco: elezioni regionali e politiche. I cinque stelle di Guidonia indicheranno un proprio candidato?
Purtroppo ancora non ci siamo sentiti di esprimere un candidato, siamo concentrati in ogni modo sull’amministrazione della città. Ci siamo fatti sfuggire l’occasione delle regionali, facciamo però un grande in bocca al lupo a Valerio Novelli di Fonte Nuova.

C’è il Parlamento.
Non ci siamo espressi, cercheremo di non perdere l’occasione.

Si faceva il nome di Sebastiano Cubeddu per il Senato. Già da mesi. E’ in pista?
Cubeddu va ringraziato per quanto ha fatto in questi anni. Non mi sento di dire però che può rappresentarci e rappresentarmi a livello nazionale proprio per come sono andate le cose in questi primi mesi di amministrazione. E’ la mia opinione, poi è il gruppo che si deve esprimere. Cubeddu è un professionista, una persona preparata, spero in futuro possa trovare un punto di incontro con alcuni consiglieri comunali che non apprezza molto. Sono stati eletti dai cittadini.