Dopo sette anni di centrodestra che ha reso l’urbanistica protagonista della propria amministrazione, licenziando piani e lottizzazioni con memorabili votazioni in consiglio, il piatto rovente è ora dei cinque stelle. Il neo governo di Guidonia Montecelio che ha preso il Palazzo dopo un anno di commissariamento, ha tra le mani il futuro di diverse operazioni avviate in questi anni. Il punto è che in base a quanto si apprende nel settore vige uno stato di perenne incertezza sulle prossime mosse. Tanto è confusa la prospettiva che coinvolge – meglio ricordarlo – gli operatori economici che insistono su questo territorio, che l’opposizione in unica voce ha presentato un’interpellanza sullo spinoso affaire. Con il pezzo di carta chiedono quindi che sia il sindaco Michel Barbet a fornire risposte a voce in consiglio comunale aprendo uno squarcio di chiarezza sulla linea politica che la maggioranza intende tenere sull’argomento della pianificazione urbanistica. Non sono avanzati a tentoni i consiglieri di minoranza, si tratta del polo civico, piddì, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini, ma hanno utilizzato come perno della loro richiesta, il caso irrisolto dei piani urbanistici, più di dieci, finiti nel tritacarne. A marzo, quando nella stanza del sindaco c’è il commissario prefettizio, la dirigente all’urbanistica Paola Piseddu stoppa le più importanti operazioni nate sotto il segno di Rubeis, con ragioni ad alto tasso di gravità. “Allarmante quantità di piani approvati con determina dirigenziale con silenzio assenso”, si leggeva nella relazione, e senza il necessario parere paesaggistico. A quel punto la Piseddu sospende il rilascio dei permessi a costruire in quelle aree, in attesa di avere il report esaustivo dalla Regione Lazio. C’è da immaginarsi che la mossa arriva tra l’altro in una fase incendiata da lamentele e scontento, i tecnici riuniti a schiere rimproveravano via documenti formali la paralisi del settore da un anno, e sulle questioni ordinarie. Il 18 luglio però c’è un altro capitolo. Piseddu sblocca alcuni di quei piani, perché dalle verifiche effettuate non hanno bisogno del parere paesaggistico. Così motiva e ritornano in pista il piano integrato di intervento al Bivio di Guidonia “Villa Dante”, il piano di lottizzazione di Castel Arcione (Santarelli) conosciuto come Arcionia, il piano in variante zona F6 della Società D’Este Immobiliare e Vinci srl (Satema Srl) cioè quindi della galassia Terranova e il piano di La Botte ovest. Si è già insediata la nuova amministrazione cinque stelle, da nemmeno un mese, e la Piseddu libera alcune operazioni. Da quel momento non si sa molto.

“Appare necessario – dicono i consiglieri di opposizione nell’interpellanza – che a 150 giorni dall’insediamento della nuova amministrazione, nella colpevole assenza di qualsiasi discussione in Consiglio comunale sulle linee programmatiche per il quinquennio, fare chiarezza da parte del primo cittadino e gli intenti, suoi e della propria maggioranza, relativamente ai temi urbanistici e alle valutazioni di opportunità politica e sostenibilità generale dei piani presentati sino ad oggi. Alcuni piani stati cautelativamente sospesi, altri sono invece stati riattivati, mentre altri continuano ad essere sub iudice. Un piano urbanistico o è legittimo o è illegittimo. Qualunque operatore economico ha diritto di sapere se il proprio investimento è regolare o è irregolare, senza restare sub iudice per un tempo eccessivamente lungo. Considerando che la sospensione sine die di detti piani può produrre diversi effetti negativi anche di ordine economico. Occorrono chiarezza e certezza”.

La minoranza vuole capire quale approccio intenda tenere il governo, e che fine abbiano fatto le operazioni. Intanto cosa è accaduto? Dal punto di vista politico, il settore che ha storicamente attratto come un magnete i pezzi da novanta di ogni gestione, è sempre più sotto l’indirizzo di una coppia della maggioranza che sta mostrando una crescente sfera d’influenza nelle dinamiche interne. Si stratta dei consiglieri Alessandro Cocchiarella e della presidente di commissione Anna Checchi. Sotto il profilo strettamente amministrativo, invece, la novità è lo spostamento di Paola Piseddu che ora è a capo di commercio e cave. Da un paio di giorni. Sulla sua uscita dal settore ci sono state polemiche di fuoco, messe a tacere dal sindaco in prima battuta in consiglio comunale. In aula Barbet ha fornito come motivazione del trasloco, il “potenziale conflitto d’interessi” della Piseddu, questo rispondendo alla Cgil che ne vedeva un passaggio di settore punitivo per la dirigente definita dal sindacato “scomoda”. Il giorno successivo, Barbet torna sull’argomento sul suo profilo facebook, dopo cioè che è uscita l’indiscrezione sulla volontà dell’architetta di bloccare l’unica nuova operazione urbanistica adesso in discussione negli uffici, come ultimo atto prima del trasferimento. Il sindaco comunque non menziona più il presunto problema del conflitto d’interessi, ma dice “le rotazioni dei dirigenti sono state concordate con i diretti interessati da diversi giorni. In particolare la dirigente dell’urbanistica aveva espresso la volontà di occuparsi di altri settori, ed il Sindaco dopo un’attenta valutazione ha predisposto il nuovo assetto dirigenziale affidando all’architetto Paolo Cestra anche la direzione di questo delicato ambito amministrativo”. Da fonti vicine alla Piseddu su quel “concordato” emergono altre versioni, ma poco importa, quel che conta è che Barbet non accenna più alle conflittualità della dirigente. Il riferimento anche se non esplicitato dal primo cittadino in aula, è alla sorella architetto da sempre impegnata professionalmente nella galassia di Bartolomeo Terranova, di cui si parlava sopra. Quante pratiche delle società riferibili al patron delle terme e dell’edilizia sono arrivate in Comune? Tante, e per firma dei tecnici di fiducia. Lo avranno suggerito al sindaco di non farne più menzione? Non è dato sapere, certo è che sarebbe stato contraddittorio portare avanti la tesi considerando che la Piseddu – con il governo Barbet in carica – ha già deciso liberando e bloccando piani. E il sindaco – sempre sulla pagina social – apre anche a una riflessione sul tema sollevato dalla minoranza: “L’indirizzo di questa amministrazione, soprattutto per la materia urbanistica, è quello di proseguire speditamente il lavoro già iniziato riguardo le verifiche di legittimità dei procedimenti in atto allo scopo di dare un nuovo e decisivo impulso alle proposte sostenibili di crescita della città presentate dagli imprenditori, in vista dell’elaborazione del nuovo piano regolatore di cui la città ha estremo bisogno”. Quindi le verifiche su quei piani dopo otto mesi non sono concluse e i cinque stelle puntano a realizzare un nuovo Prg.
Gea Petrini