C’è il signor Ciccotti in platea, è uno dei protagonisti della lunga battaglia che tra ricorsi e sentenze ha portato al sipario su una questione vecchia decenni, spariscono gli usi civici dai terreni di Guidonia Montecelio, ora liberati a beneficio delle famiglie che in alcuni casi da generazioni avevano in concessione gli appezzamenti. Con la presa d’atto ieri il consiglio comunale mette la parola fine sugli usi civici come indicava la Regione Lazio ma la maggioranza cinque stelle boccia l’emendamento dell’opposizione che proponeva una soluzione risparmio per i cittadini interessati. Gli atti notarili per l’affrancazione formale dei terreni, infatti, avranno un costo per i privati che per la minoranza si sarebbe potuto abbattere affidando il compito alla segretaria comunale Annalisa Puopolo. La proposta non è passata, “l’amministrazione resta una pesante macchina burocratica – dicono ora Pd, Polo civico, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini – lontana dai bisogni comuni. Le promesse di cambiamento restano vuote promesse elettorali”.

Addio usi civici. In premessa c’è da dire che il consiglio è durato l’intera giornata, è pomeriggio inoltrato quando si arriva al punto. La proposta di delibera era stata già preparata dal commissario prefettizio ma poi – come spiega in aula l’architetto Fabietti – non ci sono stati i tempi per l’approvazione. Tutta parte da una sentenza che la Regione Lazio ha riconosciuto come definitiva in argomento, insomma nella terza città del Lazio gli usi civici non esistono. “Molti terreni a Guidonia sono gravati dagli usi civici e quindi non sono commerciabili o edificabili”, adesso i cittadini diventano pieni proprietari, è un momento storico per tante famiglie e in diversi quartieri.

L’emendamento risparmio. Ad aprire la discussione in aula, è il capogruppo del Pd Simone Guglielmo che presenta un emedamento alla delibera appoggiato da tutta l’opposizione. “Proponiamo che a curare gli atti notarili relativi alla liberazione dei terreni dagli usi civici sia il segretario comunale che può svolgere appunto funzioni notarili. Questo ci permetterebbe di andare incontro alle esigenze dei cittadini consentendo loro di risparmiare”. Il democrat propone alla maggioranza di prendere anche due giorni di tempo per riflettere e poi tornare a votare, ma durante l’intervento si sente un fuori microfono. E’ il consigliere cinque stelle Alessandro Cocchiarella, “tanto lo bocciamo lo stesso”. Guglielmo va su tutte le furie, “questo è un atteggiamento irricevibile”, ma si capisce che l’aria è pessima. Così prende la parola Cocchiarella e spiega il no dei cinque stelle: “Quali cittadini vogliamo cautelare, i pochi che hanno interesse a fare questo atto o i tanti che vedrebbero gli uffici ingolfati per qualcosa che potrebbe fare il notaio?”. La segretaria interviene e avanza problemi sotto il profilo organizzativo e anche di legittimità, il capogruppo Giuliano Santoboni mette sul tavolo che al massimo si potrebbe pensare a qualche convenzione con i notai, la consigliera FdI Arianna Cacioni esclude l’ipotesi: “Le famiglie hanno tante difficoltà, comprendo i problemi organizzativi ma una soluzione si può trovare. E non capisco perché quello che non si impegna a fare il Comune lo dovrebbe invece fare un professionista privato”. I cinque stelle fanno muro e l’emendamento risparmio è rispedito al mittente.
Gea Petrini