Una telefonata del sindaco Michel Barbet l’ha informata che l’urbanistica non sarebbe stata più la sua materia, la sera prima. Inutile girarci intorno, quando nel Comune di Guidonia Montecelio si modificano le caselle delle dirigenze c’è sempre un alto tasso fibrillazione. Se poi il settore è quello dell’edilizia, più che mai, visti i trascorsi burrascosi e la “paralisi” come è stata denunciata a più riprese da fior di professionisti. Così quando ieri è circolata la notizia dell’addio dell’architetto Paola Piseddu all’urbanistica per stare a capo di commercio e attività estrattive, i restroscenisti si sono scatenati, considerando l’atto bomba firmato da pochissimo, l’ordinanza che impone al Consorzio di Innocenzo Morasca di buttare giù loculi e ossari perché in sostanza abusivi. La Cgil si è fatta subito sentire, ha messo in fila i due fatti – cimitero e spostamento – vedendoci una punizione, e denunciando tra l’altro la conseguenza diretta: due mega settori, lavori pubblici e urbanistica, sotto lo stesso dirigente, Paolo Cestra. Quindi il motivo che ha spinto l’amministrazione a cercare un dirigente 110, è di nuovo in piedi. Che siano le premesse per andare di nuovo a un incarico fiduciario il prossimo anno? Presto per dirlo, ma tanto rovente è diventato il caso che il sindaco Michel Barbet ha affrontato l’affaire spostamento in consiglio comunale, spiegando come la Piseddu sia stata tolta per il potenziale conflitto d’interessi, scelta che – ha specificato – è stata concordata con la diretta interessata. Una versione che non è piaciuta alla Cgil, e che solo in parte trova riscontro con il susseguirsi di vicende nel Palazzo. In base a quanto si apprende, infatti, la dirigente non ha concordato lo spostamento ma è stata informata attraverso una telefonata giunta dallo stesso Barbet, non potendo fare altro che prenderne atto. Certo è vero che la Piseddu ha più volte di recente segnalato il possibile conflitto d’interessi, perché la sorella, architetto anche lei – come risaputo da anni – risulta protagonista di alcuni procedimenti all’urbanistica, e quindi come le norme vogliono la Piseddu ha avanzato la questione ai pentastellati. Ma è stato davvero questo a spingere il governo a toglierla da lì? Dicono i bene informati che gli elementi si siano tutti sommati, le pressioni dei professionisti per il settore bloccato, la difficoltà nel tenere più materie tra le mani, il conflitto di cui sopra, ma a quanto pare decisivo non sarebbe stata l’ordinanza del cimitero, ma l’intenzione della Piseddu di affibbiare un parere negativo a un cambio di destinazione di terreni agricoli da trasformare.