Il nuovo capitolo della guerra del cimitero lo scrive la dirigente all’Urbanistica Paola Piseddu che ordina al Consorzio Comor di Innocenzo Morasca di demolire 2.030 loculi e 695 ossari perché senza titolo abilitativo, visto che il progetto prevedeva al loro posto le cappelle. Anzi per essere precisi le opere edilizie, la batteria di loculi è su tre livelli di cui uno seminterrato, più gli ossari che si trovano su quel pezzo di terra a Montecelio sono in “totale difformità” perché la deletermina del 2015 diceva chiaro e tondo che l’area era destinata alle cappelle. Uno dei punti critici finiti nel botta e risposta di carte in questi ultimi due anni di guerra del cimitero che hanno visto contrapposto l’ex responsabile del cimitero Salvatore Mazza al Consorzio di Morasca. A portare la Piseddu a firmare l’ordinanza, il verbale della riunione dell’ufficio di alta sorveglianza costituito proprio sui lavori dell’ampliamento del cimitero dopo il sopralluogo del 3 ottobre. Sessanta giorni adesso per demolire.