Alessandro Messa entro due giorni dovrebbe ricevere l’investitura ufficiale per guidare il centrodestra alle prossime elezioni amministrative di Guidonia Montecelio. Il suo è il nome sul quale lavorano le diplomazie pronte a giungere a una sintesi. Marco Silvestroni, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, spiega la linea ufficiale del partito: “Abbiamo chiesto a Forza Italia e a Noi con Salvini di convergere sulla candidatura di Messa, a breve il quadro sarà chiarito”.
Il giovane avvocato, ex consigliere di maggioranza, è stato la seconda colonna politica del governo nell’ultimo tempestoso anno, quando il vertice – con Eligio Rubeis ai domiciliari – era nelle mani del vice Andrea Di Palma, in carcere da giovedì scorso perché avrebbe preso una mazzetta per l’appalto sui trasporti. Messa attraverso Morena Boleo era il cuore politico dell’Ambiente, settore finito pure quello malamente nel ciclone per il coinvolgimento nell’operazione “ragnatela” del dirigente e di due funzionari a suon di affidamenti fantasma e bustarelle. In questa settimana, la politica prima paralizzata dalla valanga giudiziaria sta cercando ora di riprendere il filo con l’incubo delle scadenze che sono dietro l’angolo, il 13 maggio è il termine ultimo per la presentazione delle liste. Le trattative sono riprese, ma certo non immuni al nuovo clima ad alta tensione, tanto più nel centrodestra dove il criterio della “discontinuità” per il candidato sindaco, avanzato da settori di Forza Italia, è sembrato ad alcuni autorevoli esponenti, più che necessario, urgente. Ma la nave non sta andando in quella direzione, lo chiarisce Silvestroni motivando in maniera precisa: “Da parte di Messa c’è stata data la garanzia della totale estraneità al tutto, come un’autocertificazione”. E non c’è un piano della responsabilità politica, non almeno nel senso veicolato dagli azzurri che insistono con il profilo di rottura dall’ultimo governo: “Il tema della discontinuità è un tema che non esiste, perché è solo un modo per prendere in giro gli elettori. Candidare altri nomi, quando dietro poi ci sono le stesse persone, questa è discontinuità?”. Insomma per Silvestroni sarebbe un bluff, FdI invece è di altra idea: “A noi piacciono le persone che ci mettono la faccia per fare una battaglia a viso aperto e che con i fatti dimostreranno di essere puliti”. Quindi non solo nessun vacillamento sulla proposta di Messa ma, anzi, ferrea convinzione. Una giornata di fibrillazione per Fratelli d’Italia viste però le dichiarazioni di Marco Bertucci, che pur mantenendo in tasca la tessera del partito, darà un contributo di idee senza candidarsi alla lista civica Impegno Comune, popolata dai suoi più vicini. “Non è un colpo per noi – commenta Silvestroni – la posizione di Bertucci era nota da tempo. Quando si sarà chiarito il quadro politico complessivo, valuteremo poi la sua posizione nel partito in base allo statuto. Ora non abbiamo tempo”. geape.

(nella foto in evidenza Alessandro Messa, qui sotto il coordinatore provinciale Marco Silvestroni)

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