Nel bel mezzo della corsa alle primarie, scoppia il caso delle tessere nel Pd di Guidonia Montecelio. Dodici dirigenti capitanati da Domenico De Vincenzi, in qualità di membro della direzione regionale del partito, chiedono l’annullamento del tesseramento svolto oltre le date stabilite che ha fatto schizzare i numeri da 77 a 266 adesioni.
Il ricorso è stato presentato formalmente alla commissione provinciale di garanzia. Nel foglio destinato a creare fibrillazioni a non finire tra i dem, si ripercorrono passo dopo passo i fatti che per i dodici invaliderebbero il tesseramento. Diverse le accuse rivolte al segretario cittadino Mario Lomuscio, intanto di non aver pubblicizzato a dovere la campagna, senza costituire – come da norme – il gruppo di lavoro apposito. Ma la pietra dello scandalo per i firmatari è quella seconda fase di tesseramento non concordata e effettuata “addirittura” nell’ufficio del segretario. Tutto parte il 23 febbraio – questa è la ricostruzione fornita nel ricorso – quando giusto il segretario via email informa il direttivo che il tesseramento si sarebbe svolto unicamente in due giorni, cioè il 24 e 25 febbraio presso il banchetto del Pd a Guidonia centro, allestito per l’albo delle primarie. In quella sede su via Roma vengono consegnate alle diverse aree del partito 77 tessere tra rinnovi e nuovi iscritti. Ma il lunedì mattina Lomuscio spedisce una nuova email in cui scrive che viste le richieste di ulteriori adesioni, “vi informo che oggi sarò tutto il giorno a studio e potrete contattarmi o passare direttamente per fare le tessere”. E in quella giornata il numero vola da 77 a 266. “Nessuna pubblicità, né informativa è stata preventivamente data agli iscritti e dirigenti di partito circa i tempi e luogo di tesseramento, tantomeno alla popolazione cittadina”, rimbrottano i dodici che accusano poi come “il tesseramento è stato svolto in modo istantaneo in luogo privato senza alcuna possibilità di verifica”. Un pasticcio insomma a sentire De Vincenzi che viola non solo lo statuto del Pd ma anche il codice etico, ecco perché il gruppo chiede che sia annullato il tesseramento effettuato dopo il 26 febbraio, quello cioè nell’ufficio di Lomuscio. Ma chi sono i dodici? Oltre a De Vincenzi, Rocco Cisano, Paola De Dominicis, Natalino Autili, Angelo Ciccotti, Rosanna Costantini, Maurizio De Vincenzi, Gianluca Giura, Alfonso Lauricella, Rosaria Morroi, Maria Concetta Ottaviani, Lorenzo Pavia. Ancora caos nel Pd e alla vigilia della direzione cittadina di questo pomeriggio, d’altronde i tesserati hanno diritto di votare alle primarie del 2 aprile (sempre che la data resti quella) senza chiaramente doversi iscrivere all’albo. Insomma, i numeri pesano nella competizione, e la battaglia sulle regole – a scorrere i nomi – unisce i sostenitori del candidato Simone Guglielmo. redpol.