Un’istanza indirizzata al prefetto di Roma che spiega come mai Fonte Nuova non può ospitare i richiedenti asilo. E’ questa l’idea di Donatella Ibba, ex assessore all’Ambiente che sta raccogliendo le firme a sostegno di questa iniziativa. Come molti sanno pochi giorni fa c’è stato un sopralluogo di diversi organi istituzionali in un hotel della zona per valutare se la struttura fosse idonea ad ospitare una novantina di richiedenti asilo. A questo è seguito un dibattito organizzato dal comitato cittadini con il comandante dei vigili urbani Francesco Spagnoletti. “Il 20% circa della popolazione – recita la petizione – ovvero circa 7.000 unità è già costituito da immigrati appartenenti a 95 etnie diverse. Ci sono circa 3.000 soggetti, perlopiù stranieri, che non sono censite e abitano senza contratto e questo ha determinato la situazione attuale dell’emergenza sanitaria della raccolta differenziata”.

Secondo l’ex assessore, quindi, il problema non sta nella mancanza di volontà da parte della cittadinanza di integrare persone provenienti da altri paesi, ma dall’impossibilità di applicare politiche di integrazione efficaci. “A Fonte Nuova desideriamo ospitare un numero di persone misurate al nostro comune – continua – per garantire loro tutte le attenzioni necessarie. La città non ha le forze né gli strumenti per garantire riparo ed inserimento ad altri rifugiati con il rischio di avere persone che ricorrano ad espedienti come spaccio di droga e criminalità”. Il problema secondo Ibba è dovuto anche alla difficoltà di reimpiegare questi soggetti in attività socialmente utili o in lavori agricoli e, quindi, la loro permanenza, prevista dal bando per soli tre mesi, possa prolungarsi nel tempo senza che i richiedenti asilo si integrino effettivamente nella comunità. “I cittadini del comune di Fonte Nuova chiedono che non venga autorizzato l’uso di alcuna struttura pubblica o privata per ospitare richiedenti asilo che, per carenze del territorio e senza un controllo armonizzato, non potrebbero accedere ai servizi minimi garantiti, alla formazione e qualificazione professionale e al giusto inserimento sociale e lavorativo, che è indispensabile per un’accoglienza civile e controllato dallo Stato”. Per chi volesse sostenere l’iniziativa i punti di raccolta fino al 25 febbraio sono a Torlupara presso il negozio Collant di via Nomentana 556 e a Santa Lucia presso Domus Immobiliare in via Palombarese 266.
Vincenzo Perrone