Le denunce del democrat Alessandro Fontana sono diventate un tormento, sui social e quindi nelle stanze della politica. Scatti che immortalano una città sporca, discariche abusive e buche, sono nel mirino del consigliere e segretario cittadino del Pd che – è evidente – punta a mettere sotto accusa la gestione di Giuseppe Proietti. A rispondere è la consigliera Irene Marinucci che ci ha inviato una lettera aperta alla città, che pubblichiamo – di seguito – integralmente. E’ lei stessa a racchiuderne il senso nell’incipit.

“Una città non è come la fa il sindaco, ma come la fanno i cittadini. Ecco, questa frase mi è tornata in mente, in questi giorni, quando la mia bacheca è stata intasata dai post del consigliere Fontana che incolpa il sindaco, e l’amministrazione tutta, per alcune zone della nostra città rese degradate dai cittadini. Guardando le immagini dell’immondizia sversata scriteriatamente in luoghi non deputati a tale scopo, il primo pensiero che ho avuto è stato quello di sentirmi molto arrabbiata, ancor prima che come amministratrice di questa città, come cittadina, perché chiunque abbia gettato quei sacchetti, quei divani, quei mobili, quella zozzeria sa perfettamente che farlo è irrispettoso nei confronti di tutti coloro che condividono lo stesso spazio e la stessa città, oltre che per coloro che la visitano e vorrebbero apprezzarla. Quello che più mi contrisce è che un consigliere comunale, nonché segretario del primo partito cittadino, anziché condannare l’atteggiamento sconsiderato di pessimi cittadini, utilizzi il suo tempo per condannare il sindaco di una città per la sua presunta responsabilità di non aver pulito, perché sono convinta, la politica dovrebbe avere un valore pedagogico molto prima che propagandistico.

Far credere ad un cittadino che è suo diritto gettare ovunque i suoi rifiuti e che è dovere di ogni sindaco raccattarli immediatamente in ogni dove, è quanto di, passatemi il termine, meno educativo, un politico, degno di tale nome, possa fare. E’ sicuramente compito di un sindaco occuparsi di rendere la propria città pulita, ma quando si muovono delle critiche, bisognerebbe analizzare puntualmente i fatti e le iniziative messe in campo. Far partire il porta a porta ha sempre comportato, in ogni città, non solo a Tivoli, il sorgere, inizialmente, di discariche abusive, e questa non è certo demerito di un sindaco che tenta di dare una svolta ecologica alla propria città, ma è “merito” di quei cittadini incivili che necessiterebbero di ben altre conseguenze anziché di giustificazioni. Istituire la campagna di Miniera Urbana per dare la possibilità ai cittadini di smaltire i loro rifiuti ingombranti, questo è compito di un sindaco che vuole agevolare i propri cittadini nel rendere pulita e decorosa la propria città. Compito di questi ultimi è usufruire di tali servizi e liberarsi dei propri rifiuti in maniera corretta. Se fosse come il nostro caro consigliere comunale, segretario di partito afferma nei suoi numerosi post, sarebbe esclusiva responsabilità del Sindaco l’imbrattamento dei muri, la mancata raccolta delle deiezioni canine, la distruzione dell’arredo urbano, il maltrattamento degli spazi pubblici. Non solo. Tutti i cattivi cittadini che attuano queste malsane pratiche dovrebbero sentirsi sollevati da qualsiasi responsabilità in merito, tanto c’è il Sindaco che DEVE risolvere i loro misfatti, è sua la responsabilità di governare degli incivili.

Beh, questa linea di principio non mi troverà mai d’accordo. E’ compito di un Sindaco dare la possibilità ai propri cittadini di essere bravi cittadini e compito di questi ultimi esserlo senza se e senza ma. So che questo lo stiamo facendo dal primo giorno che abbiamo messo piede qui dentro, ma arrivare all’interno di una casa in cui non basta premere un interruttore per accendere la luce, ma in cui c’è bisogno di ricostruire dalle fondamenta, al tetto, agli impianti vari per poter tornare a chiamare quel posto CASA, comporta la necessità di avere tempo per vedere i reali frutti del proprio lavoro.

Quest’anno verranno investiti due milioni e mezzo di euro per il rifacimento delle strade, sono stati presi dei mutui per la ristrutturazione degli impianti sportivi, presto partiranno i lavori all’interno dell’Anfiteatro di Bleso, abbiamo aperto il parco Malala (finalmente!), dei parchi sequestrati prima che arrivassimo noi ce ne stiamo occupando e ci stiamo occupando anche di tutte gli altri giardini pubblici. Tutte queste scelte fatte e queste azioni messe in piedi sono per ricostruire quello che in 10 anni è stato distrutto e di certo non dall’amministrazione di cui faccio parte. Se mi si chiede se ci vorrà del tempo, la risposta non può che essere sì e, probabilmente, più di quello che ci si potesse aspettare, come peggiore di quello che ci aspettavamo era la condizione in cui versava la nostra città nel momento in cui ci siamo insediati.

Tutto è perfettibile, tutto è migliorabile, per prima la nostra azione amministrativa, ma ho delle certezze, che nulla, a Tivoli, è peggiore di quando abbiamo iniziato, qualcosa è già migliorato e molto migliorerà. Questo è quello che il Sindaco e questa amministrazione hanno il compito di mettere in campo e al quale, mi sento di poter dire, sta assolvendo. Il compito di ogni abitante di questa e di qualsiasi città è essere un buon cittadino ed è quello che mi auguro, come comunità, non smetteremo mai di dimenticare: la responsabilità di ognuno. Per concludere mi affido alle parole di Piero Angela “Un paese è quello che sono i suoi cittadini” ed io aggiungo, ancor prima che il loro Sindaco”.

Irene Marinucci