A volte ritornano. Succede nei film migliori e anche nelle migliori amministrazioni comunali, dove per aiutare il consenso e costruire un’informazione puntale su quello che succede a Palazzo San Bernardino ci si dà parecchio da fare. I social network, infatti, sono efficaci ma non bastano, così il municipio ha pensato bene di tornare indietro nel tempo, a quando per raccontare le gesta dei “nostri” si ricorreva a carta, penna, tipografia e la cara vecchia cassetta delle lettere. Lì, infatti, finirà l’organo di informazione del governo Proietti, un giornale in piena regola che periodicamente darà ai tiburtini notizie su cosa succede in città.

Il periodico avrà tutti i crismi: 32 pagine, comprese di copertina, su carta patinata opaca prodotta in 16mila copie con una cadenza che oscillerà tra il trimestrale e il quadrimestrale. Di queste 15mila saranno consegnate a casa dei tiburtini, le restanti lasciate in piazza del Governo numero 1. Chiaramente i numeri potranno essere soggetti a cambiamento a seconda delle necessità dell’amministrazione, che definirà menabò, il contenuto degli articoli per intenderci, titoli, occhielli, immagini e varie ed eventuali. L’operazione non sarà a costo zero: il valore di ogni singola uscita, secondo quanto riportato nel capitolato di gara, partiva da 5.300,00 euro iva esclusa, mentre i soldi stanziati in tutto sono quasi 40mila euro. I partecipanti, a cui il plico con i documenti è stato virtualmente recapitato attraverso posta elettronica certificata, hanno già fatto la loro migliore offerta.

L’iniziativa però non è piaciuta a tutti. Ad attaccare nel corso del consiglio comunale di lunedì è stata la consigliera forzista Laura Cartaginese: “Non era meglio investire questi soldi ad esempio per migliorare il verde pubblico e i servizi? Li abbiamo spesi per le piante da mettere intorno ai cassonetti, ma abbiamo strade ridotte ad un colabrodo. Ora quarantamila euro per un giornale che rischia di essere solo un mezzo pubblicitario per il sindaco mi sembrano davvero troppi in un momento così delicato”. Sulla stessa linea anche il gruppo di Alleanza per Tivoli, che è intervenuto sul tema qualche giorno fa via facebook: “Si tratta di propaganda di parte o di informazione istituzionale? Ci auguriamo che il consiglio comunale approvi prima della stampa del periodico il regolamento comunale per l’informazione”. Chi vivrà leggerà.