di Gea Petrini

 

Spariscono del tutto venti opere e crollano le cifre previste persino per le manutenzioni. Nelle caselle mutui, il numero magico è zero. Per risanare le casse pubbliche oggi nel baratro, il piano di riequilibrio decennale vieta al Comune di indebitarsi per realizzare interventi nella città. La gestione allegra di questi anni sarà solo un ricordo, la cinghia diventa stretta. Sarà impossibile per le forze politiche promettere mari e monti nella campagna elettorale della prossima primavera. Guidonia Montecelio in regime di quasi default, l’unico prestito che può chiedere è quello al fondo di rotazione del ministero, 24milioni per andare in equilibrio. Lo dice chiaro e tondo lo schema di Bilancio approvato dal commissario, la spesa per investimenti precipita.

Il piano delle opere pubbliche, approvato a fine 2015 per il triennio successivo, subisce una rivoluzione. In tutto erano più di 16 milioni nel 2016, 12 nel 2017 e 8 milioni nel 2018, che l’ex amministrazione di centrodestra – che ha lasciato i conti in condizioni emergenziali – pensava di spendere per una nuova sede del Comune, piste ciclabili e chi più ne ha più ne metta. Opere nei singoli quartieri dove, è chiaro, si radica il consenso dei consiglieri. Il via vai ai Lavori Pubblici ne era la dimostrazione. La maggior parte di quei soldi, sarebbero dovuti arrivare da mutui. E andrà diversamente. Il nuovo piano delle opere pubbliche, infatti, stanzia solo 1 milione e 300mila per il 2016, 2milioni e 600 per il 2017 e 5 milioni e rotti per il 2018. Quindi circa 10 milioni per il triennio, contro i 36 di prima. Tra le fonti di finanziamento i mutui appunto non ci sono più, si attinge dagli oneri di urbanizzazione.

Meglio visualizzare per rendersi conto. Niente sistema comunale di sicurezza stradale (720mila euro), da scordarsi l’ampliamento della scuola elementare di Colle Fiorito da 2 milioni e mezzo di euro, così come l’adeguamento degli spazi ludici della scuola media di Montecelio, 280mila euro. Cancellati anche il parcheggio di via Cavour (300mila euro), la riqualificazione del parco al Bivio (600mila), l’ampliamento della scuola Leonardo Da Vinci (700mila) e la realizzazione della scuola a Pichini (2milioni e 700mila euro). Tolti i due parcheggi, Cardinale Antonelli e via Muratori (500mila l’uno), come non vedrà luce il percorso atletico tra Villanova e Villalba, anche questo da 500mila, e la rete viaria Tor Mastorta-Selciatella, 390mila euro. Tagliati dal piano poi il nuovo Palazzo comunale da 3 milioni e mezzo di euro, sulla cui costruzione tanto si era sognato nell’età d’oro di Rubeis, la struttura di primo soccorso e protezione civile (1 milione e mezzo di euro), e il centro anziani e giovanile a La Botte da 500mila euro che – a onor del vero – voluto dall’ex consigliere Augusto Cacciamani, poco aveva convinto in maggioranza già allora. Le cronache riportano di una Marianna De Maio infuriata che fece il diavolo a quattro per l’opera semi-inutile e troppo costosa. Tant’è che la scure non risparmia gli spogliatoi per il campo di Villanova (300mila euro), la riqualificazione della pineta a Guidonia centro (100mila euro), il percorso ciclo-pedonale zona Pantano (240mila euro), il progetto di sicurezza stradale (350mila euro) e il raddoppio di via Aureliano tratto da via della Pietrara a via Formello, per 1 milione e mezzo di euro.

E si taglia anche sull’ordinario. Tanto per farsi un’idea, la manutenzione degli immobili comunali, cioè uffici, delegazioni, centri anziani, passa nel 2016 da 150mila euro a 90mila ma per i due anni successivi diminuisce di un terzo, 50mila euro. Stesso destino per la manutenzione ordinaria delle scuole, nel 2017 passa da 300mila euro previsti a 100mila, e quella degli impianti sportivi, con un tracollo di fondi da 200mila euro a 40mila. Ma nel mondo delle scuole i conti in rosso producono effetti ancora peggiori sul fronte delle manutenzioni straordinarie: l’investimento nel 2017 viene ridotto da 750mila euro a 100mila. Meglio non lamentarsi più di strade allagate, perché per pulire tombini e caditoie, si passa da 100mila euro a 50mila nel 2017. E con le buche è meglio fare amicizia: la manutenzione delle strade passa da 1milione di euro l’anno a 65mila nel 2016, 150mila per il 2017, a soli 40mila nel 2018. E il trend è questo in ogni voce, anche se alcune slittano solo in avanti. Come il canile comunale che dal 2016 passa al 2018, fonte finanziamento privata, o il mercato di Setteville spostato al 2017 e la nuova sede per la municipale, se ne parlerà però tra un paio di anni.

(nella foto in alto, tre ex assessori nella notte dello scioglimento del consiglio. Da sinistra Massimo Cacciotti, a capo dell’urbanistica negli ultimi mesi, in centro l’ex delle Finanze Adriano Mazza e accanto Andrea Di Palma, facente funzioni nell’anno di domiciliari di Rubeis)