Traffico di cocaina a base di rifornimenti lampo che dalla zona di Roma est (al confine con i comuni di Tivoli, Gallicano nel Lazio e San Gregorio da Sassola) partivano alla volta dei quartieri della periferia romana (Castelverde, Villaggio Prenestino, Giardini di Corcolle, Colle del Sole e Ponte di Nona), ma che arrivavano anche fin nel carcere di Rebibbia tramite le ordinazioni fatte con un cellulare clandestino. Un’organizzazione stroncata con l’operazione “few minutes” chiusa ieri dai carabinieri della compagnia di Tivoli:
quattro le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Roma su richiesta della procura, nei confronti di quattro italiani, tutti ritenuti a vario titolo responsabili di traffico di cocaina.

L’indagine
. La lunga ed articolata indagine denominata “few minutes”, avviata e condotta dai carabinieri della stazione di San Vittorino Romano e coordinata dalla compagnia Carabinieri di Tivoli, diretta dal capitano Marco Beraldo, si è sviluppata nella zona periferica di Roma est. “Few minutes” poiché le consegne dei pusher avvenivano di continuo e con tecniche collaudate e rapidissime, anche per minimizzare i rischi.

Arresti e sequestri. Nel corso delle investigazioni, costantemente coordinate e dirette dal pm titolare delle indagini, sono stati eseguiti 10 arresti in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sequestri di droga per un quantitativo totale di grammi 100 di cocaina, 118 di hashish per un equivalente di 480 dosi, oltre ad una autovettura, telefoni cellulari, bilancini di precisione, vario materiale per il taglio ed il confezionamento della sostanza, somme in denaro per un totale di euro 2085 euro. La droga sequestrata, peraltro, mediamente pura al 95%, ha rivelato la vicinanza dei soggetti coinvolti ai livelli superiori del traffico.

Il telefono dentro Rebibbia. Le indagini si sono avvalse di servizi tecnici riguardanti anche un cellulare risultato in uso a soggetti ristretti presso il carcere di Rebibbia. Il telefono, poi sequestrato dalla polizia penitenziaria, era utilizzato quotidianamente dai detenuti per i loro traffici e per organizzare anche l’ingresso di droga nel penitenziario. A margine delle operazioni condotte è stato arrestato anche un cittadino italiano di 34 anni, che, a seguito di perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di una pistola clandestina con il relativo munizionamento. L’arma sequestrata sarà sottoposta ad accertamenti tecnici da parte della sezione balistica del Racis di Roma. RedCro