Il tracollo finanziario di Guidonia Montecelio peserà sulle tasche dei cittadini per i prossimi dieci anni: i numeri sono contenuti nella relazione al piano di riequilibrio, la strategia adottata dal commissario Giuseppe Marani per affrontare la crisi nera lasciata dall’amministrazione di centrodestra. L’imposta comunale Tasi schizzerà al massimo, l’aliquota dell’Imu dallo 0,76% allo 0,86% con un consequenziale aumento delle entrate tributarie stimato complessivamente in circa 1.772.963,26 euro. E poi i tagli nei servizi.

Andando per ordine, la relazione parte da quella cifra, 43.488.949,18 euro di disavanzo che deriva molto dalla “ridotta capacità di riscossione dell’ente”, riscontrabile nella consistente mole di residui attivi registrati nell’ultimo rendiconto approvato, e nella loro difficoltà a tramutarsi in “cassa”.

La mancanza di liquidità ha condotto a un ricorso continuo alle anticipazioni di tesoreria, meccanismo che consente di spendere somme che materialmente non si hanno nel salvadanaio. Una pratica diventata un “vizio” – se così si può dire – negli ultimi tre anni, alla fine del 2015 l’anticipazione di tesoreria non restituita al tesoriere è risultata pari ad euro 8.547.833,87. E se nel 2013 il numero di giorni di utilizzo dell’anticipazione era di 17, nel 2014 sono diventati 75, per arrivare a 324 giorni nel 2015. La malandata situazione delle casse genera come conseguenza, tra l’altro, ritardi seri nei pagamenti dei fornitori, dando il via a una spirale tutta negativa per la salute del Comune. Non pagando, infatti, si attivano procedure esecutive che causano maggiori interessi e spese per le casse pubbliche. A questo contesto di instabilità finanziaria, si aggiunge poi lo squilibrio generato dalle passività: 4 milioni e 800 mila euro di debiti fuori bilancio con “una scarsa attenzione dei diversi settori alla efficacia ed efficienza della spesa”, 13 milioni per la sentenza sull’esproprio dei terreni del Pip2, e cause pendenti per un valore di 8 milioni e 600mila euro.

geape.

(l’articolo completo sul numero di martedì 13 dicembre del Giornale della Provincia)