Il disastro è servito, scatta il riequilibrio finanziario a Guidonia Montecelio. Non è il default, ma poco manca, è una sorta di dissesto guidato, il commissario prefettizio Giuseppe Marani ha firmato la delibera che andrà alla Cortei dei Conti e al ministero. Una procedura adottata dai Comuni che hanno gravi situazioni di squilibrio nei conti e che prevede un relativo austero piano di rientro a tempo. A pagare saranno i cittadini. Nelle dieci pagine di Marani, si parte dalla drammatica fotografia dei conti lasciati dall’amministrazione di centrodestra: si tratta di 40 milioni di euro tra debiti e mancati incassi.

Nello specifico, ci sono 4,8 milioni di debiti, e 13 per la sentenza sull’esproprio dei terreni del Pip2. Le fatture non pagate – spiega il commissario – al 31 dicembre 2015 erano pari a 17 milioni, sommate a quelle del 2016, si arriva a 40 milioni, senza contare che pende sul Comune un contenzioso da 8,6 milioni. Al quadro si aggiunge da una parte la mancata riscossione dei tributi locali, dall’altra la delibera della Corte dei Conti che ha chiesto correttivi sulle criticità nei rendiconti di gestione 2014 e 2015.

Una panoramica a tinte fosche, “uno squilibrio – scrive Marani – in grado di provocare il dissesto”. Per questo si va al Riequilibrio finanziario pluriennale, richiedendo l’accesso al fondo di rotazione del ministero: le conseguenze sono già indicate, perché mirano a rimettere a posto i conti nei prossimi dieci anni. Aumento al massimo delle tariffe, riduzione della spesa di personale, entre tre anni riduzione almeno del 10% delle spese per prestazioni di servizi, del 25% delle spese per trasferimenti e il blocco dell’indebitamento. Cioè il Comune non potrà chiedere mutui per realizzare opere ma solo per coprire il buco dei debiti fuori bilancio pregressi. Una città sull’orlo del baratro.
Gea Petrini