di Anna Laura Consalvi

L’amministrazione Proietti ha da poco festeggiato il secondo anno di vita e con il Partito democratico, il più nutrito di quelli che siedono tra i banchi dell’opposizione, il clima non è stato sempre sereno, nonostante lo stesso sindaco abbia più volte ricordato di essere iscritto al partito di Renzi ormai da tempo. Quali sono secondo voi i problemi maggiori e quali tra le priorità di governo, se ci sono, non sono state ancora affrontate nel modo giusto.
Premetto che Proietti non ha mai avuto la tessera al circolo di Tivoli. Detto questo, la militanza del sindaco nel nostro partito è per me cosa gradita. Mi rende meno felice vedere come sta amministrando questa città e mi chiedo dove sia finito il programma elettorale che ha distribuito due anni fa. Nulla, e ripeto nulla, di quanto era stato promesso ai tiburtini è stato poi realmente portato a termine. L’impressione è quella di avere di fronte un tentativo, maldestro, di celare la scarsa capacità di governo con l’organizzazione continua di feste e festicciole che portano poco e niente in termini di visibilità, figuriamoci in termini di occupazione o lavoro sul territorio. Questo non è un Ministero, ma un comune che ha bisogno di progettualità e di idee che portino davvero benefici.

Cosa si poteva fare secondo lei considerando che ci sono poche risorse, soprattutto se si pensa agli anni passati, e molte necessità?
Guardi quella della scarsità di risorse è una leggenda metropolitana che va assolutamente sfatata. Non nego che ci troviamo davanti una crisi economica, ma allo stesso tempo sono convinto che ci sono state molte occasioni perse e ho il timore che molte, se non di più, saranno quelle che perderemo in futuro. Potrei farle una serie di esempi, che mi pare siano stati anche oggetto di articolo da parte di questa testata, ma non amo gli elenchi né parlarmi addosso, credo ci sia bisogno di fatti e di fatti che si concretizzino il prima possibile. Ci sono una serie di opportunità che enti come ad esempio la Regione Lazio mettono a disposizione dei comuni, perché non coglierle in maniera sistematica, con iniziative che portino dei benefici reali a tutti? L’impressione è che ci sia molta smania di apparire e poca concretezza. Non abbiamo bisogno di superstar o di enfante prodige.

A questo punto sono obbligata a chiederle di farmi un esempio…
Potrei fargliene mille, ma se vogliamo procedere in ordine cronologico mi pare che l’ultima edizione della Notte Verde non sia stata un’iniziativa di cui andar fieri. L’anno scorso era stato fatto un lavoro di un certo tipo, che aveva portato in città molte persone e valorizzato un settore, quello dell’agricoltura, che oggi è tra le priorità anche su scala regionale e nazionale. Quando l’economia vive momenti come questo bisogna puntare su settori poco battuti e l’agricoltura è una grande possibilità per i giovani e non solo. L’edizione 2016, invece, ha visto un cambiamento radicale dell’impostazione dell’iniziativa, diventata principalmente un festival per artisti, e l’estromissione di chi quel progetto l’aveva pensato e portato a termine a vantaggio di altri. Il risultato? Un guazzabuglio, la brutta copia dell’originale e mi pare che questa amministrazione si stia specializzando proprio in questo. Noi che ci troviamo all’opposizione abbiamo il dovere di vigilare sull’operato del sindaco, della giunta, del consiglio e della miriade di consiglieri che dovrebbero aiutare il primo cittadino nel corso del suo mandato. Finora c’è stata solo tanta confusione e nessun risultato.

Il Palazzo però rivendica successi importanti, penso alla raccolta differenziata porta a porta.
Un successo è tale quando i dati che si possono comunicare riguardano tutta la città e non solo una parte. La raccolta differenziata porta a porta, che ricordiamo è stata portata a dama dal Commissario Prefettizio che ha ripreso le redini di un progetto arenato, è un obbligo di legge e il nostro comune, rispetto a quelli limitrofi continua ad essere anni luce indietro sul tema dei rifiuti e del decoro urbano. Iniziative come quella degli oleandri messi per coprire i cassonetti dell’immondizia destinati a scomparire ci sembrano abbastanza ridicole e costose. Il denaro pubblico va usato con cognizione di causa. Mi piacerebbe chiedere ai nostri concittadini in che modo avrebbero speso i 40.000 utilizzati per comprare le piante ornamentali. Sono sicuro che avrebbero saputo dare a questa amministrazione suggerimenti validi per avere alternative molto più utili alla città.

Tra le polemiche alimentate in questi mesi c’è stata quella relativa ai costi della politica, in particolare modo quelli delle commissioni consigliari. Non crede siano un po’ troppe rispetto ai risultati che vengono portati a casa?
Assolutamente sì. Le commissioni preparano il lavoro del consiglio comunale e non si può dire che questo sia un consiglio produttivo. Al contrario siamo paralizzati su molti punti: penso alla questione della Città dello Sport, alla riperimetrazione del quartiere Arci, al problema delle ex cartiere, ma anche alle periferie. Non credo ci sia stato un divario così grande tra il centro città e il resto dei quartieri grande come in questo momento. Tivoli Terme è ben rappresentata in maggioranza eppure non riesce a far ascoltare la sua voce. Un paradosso? Forse, o più semplicemente mancanza di interesse reale per le necessità dei concittadini. Per questo motivo abbiamo pensato come Pd di iniziare un tour di ascolto e programmazione che ci porti in ogni angolo del comune. Bisogna ripartire dai territori ascoltandoli.

Andrete in giro da soli o si tratterà di un primo laboratorio per un nuovo centrosinistra?
Riprendere il dialogo con le altre forze politiche e sociali di centrosinistra resta la nostra priorità. Siamo consapevoli di avere un problema: dobbiamo ricostruire il rapporto tra il Pd e la città e per farlo abbiamo bisogno di chi è stato insieme a noi negli anni in cui abbiamo governato questo comune e di chi pur seduto dall’altra parte della barricata è stato mosso dalla volontà di fare cose concrete per questa città. Vogliamo tornare ad essere il partito del fare, delle proposte che diventato progetti e per riuscirci dobbiamo ripartire dalla nostra identità e da chi crede nei nostri stessi valori. Ho sempre detto, e lo ripeto stavolta con forza, che voglio essere il segretario di tutti, nessuno escluso. Le anime del nostro partito sono anche un punto di forza perché alla fine il dialogo vince su tutto.