Taglio della spesa, rinegoziazione degli appalti, vendita degli immobili pubblici, possibile aumento dei tributi locali e “massiccia lotta all’evasione fiscale”. A Guidonia Montecelio inizia l’austerity. Nuove misure e indicazioni contenute in una direttiva di fuoco firmata dal commissario prefettizio Giuseppe Marani e indirizzata a ogni angolo del Palazzo, a partire dalle stanze dei dirigenti. Tredici punti di puro rigore che dettano regole ferree nella gestione dei malandati conti pubblici: i capi settore dovranno attenersi.

Un’operazione necessaria in vista dell’approvazione del Bilancio. Il commissario si è trovato tra le mani numeri da capogiro. Il buco è di circa 17 milioni di euro, la maggior parte 12 milioni derivano dalla sentenza Del Fante, soldi che il Comune deve per la rivalutazione degli espropri dei terreni del Pip2. Il resto, quasi 5 sono i debiti dei vari settori. Ma la panoramica diventa drammatica sul fronte delle tasse, mancano all’appello 20 milioni di euro: dovuti per i tributi e mai recuperati dal Comune. Qualcosa, appare evidente, non ha funzionato nel meccanismo decisionale e nel metodo, il commissario corre ai ripari lanciando ai dirigenti un chiaro avvertimento: si cambia, e da subito, con relazioni dettagliate da consegnare a fine mese.

Risparmiare. Un primo grosso filone riguarda le risorse che escono dalle casse. Niente più impegni di spesa da campagna elettorale permanente, si capisce, ma anzi indicatori oggettivi e una politica di forte contenimento, pianificando i pagamenti con priorità ai servizi pubblici essenziali. Per l’acquisto di beni e servizi, i dirigenti dovranno avvalersi delle più vantaggiose procedure telematiche e delle convenzioni Consip. Per capire l’aria che tira, basta guardare quanto disposto per gli avvocati incaricati di difendere l’ente, l’onorario è ridotto del 10%.

Riscossione dei tributi. Attenzione speciale alle tasse, il vero punto dolente dell’intero affare dei conti. Va sollecitata la società che si occupa della riscossione (alla quale il Comune paga un aggio del 5%) a intensificare la sua attività in una “massiccia lotta all’evasione fiscale”, provvedendo a prendere, e accelerando i contenziosi: con questo gettito il Comune potrà pagare i propri debiti. Per il 2017 è l’obiettivo principale, ferma restando la possibilità – ancora solo tale – di aumentare le aliquote dei tributi locali e le tariffe dei servizi a domanda individuale.

Le proprietà. Immediato un censimento di tutti i beni patrimoniali dell’ente con un piano di vendita e commercializzazione. Nello stesso tempo si agisce sui canoni di affitto praticati dal Comune, aggiornandoli e riscuotendo dai morosi.

Appalti. Filone a sé per i contratti. Un vero scossone: come previsto dalla normativa del 2014, il commissario dà l’ordine di prendere ogni contratto esistente che ha in piedi il Comune per la fornitura di beni o servizi e rinegoziarlo. Cioè andare a una riduzione degli importi: in mezzo c’è tutto, dalla mensa alla fornitura della luce.
Gea Petrini