Bailamme di reazioni in giornata per la posizione di Claudio Pauselli che di fatto ha lanciato una forte riflessione sulle future elezioni a Guidonia Montecelio. L’avvicinamento con la lista civica di Mauro Lombardo (e quindi Marini-Cipriani) è stata inquadrata in un contesto più ampio la cui sintesi è che per far uscire la città dal tunnel è necessario mettere in piedi una squadra di persone competenti e serie, al di là degli schieramenti. Non è mancato un affondo al Pd, “che non sta tra la gente”, e che certo in casa democratica non è passato inosservato. Se il segretario Mario Lomuscio si trincera dietro un “no comment”, è Domenico De Vincenzi – consigliere uscente e candidato sindaco nel 2014 – a criticare aspramente l’analisi di Pauselli.

“Apprendo con dispiacere che Claudio Pauselli, che doveva essere mio avversario nelle primarie del 2014, abbia deciso di lasciare il Pd in questa occasione, rispetto la sua scelta ma non la condivido. Ha sostenuto che centrodestra e centrosinistra pari sono – dice De Vincenzi – e questo non si può dire, da nessuna parte e tanto più a Guidonia Montecelio. E lui lo sa bene, avendo la figlia nella direzione comunale del partito democratico, in una città che ha ancora un sindaco agli arresti domiciliari, dove il commissario prefettizio ha lanciato un allarme sulla situazione economica del Comune, drammatica. Ed è stata lasciata dal governo Rubeis e dalla maggioranza di centrodestra. Noi abbiamo portato avanti una dura battaglia in opposizione”. E continua: “Penso alla figlia che era sul palco con me nel 2014 nel comizio di chiusura di campagna elettorale – continua De Vincenzi – è vero che a contare sono gli uomini, ma ricordo a Pauselli che nel Pd ci sono donne e uomini capaci e competenti. Credo non abbia ragionato in termini politici ma economici, compiendo una scelta da imprenditore, legata alla sua attività”. redpol.