“Non sono loro a dire primarie, è il partito che lo dice”. Si discute nel Pd dopo la posizione assunta da Emanuele Di Silvio e Simone Guglielmo. I consiglieri uscenti hanno fissato paletti e criteri per la scelta del candidato sindaco, di fatto escludendo dalla competizione chi abbia ricoperto ruoli con la Giunta Rubeis. E’ la presidente del partito provinciale, ex consigliere a Guidonia e attuale vicesindaco a Fonte Nuova a uscire dal coro dei sostenitori della linea, come Domenico De Vincenzi che ha nella stessa giornata di ieri rivendicato la bontà della strada tracciata dai due. Rita Salomone intanto ripete a più riprese, la priorità per il Pd “è il referendum costituzionale che deve vederci impegnati senza distrazioni, un appuntamento cruciale per l’Italia dove si decide il futuro di questo Paese”. Rimprovera insomma ai due colleghi il tempismo, poi entra nel merito: “E’ chiaro che vogliamo vincere le elezioni amministrative a Guidonia, il mio auspicio è una candidatura unitaria. Le primarie sono un valore per noi, e chiunque si ponga con l’ottica giusta per la città si può candidare e mettersi alla prova”.

Sulla clausola anti-Cerroni – Di Silvio e Guglielmo non solo hanno detto primarie a tutti i costi, ma hanno precisato che il Pd deve indicare il proprio candidato entro dicembre escludendo il sostegno a figure anche civiche coinvolte nel governo Rubeis. Il riferimento è tutto per Aldo Cerroni: “Non è il tema – commenta la presidente del partito – siamo al governo nazionale con Alfano, il punto è non mettere la città in mano ai Cinque Stelle e alla destra. Le primarie sono importanti ma in questa fase la nostra attenzione deve andare tutta al referendum, alla costituzione dei comitati per il sì, lavorare affinché ci siano più comitati”. redpol.