C’era una volta un palazzo, una bandiera amarantoblu e una fascia tricolore da riconquistare ad ogni costo e c’era pure un esperto di comunicazione che di governi di ferro se ne intende e che è stato tra i fautori del miracolo civico tiburtino consumatosi più di due anni fa. C’era perché oggi l’incanto che legava i protagonisti di questa favola pare sia ancora spezzato. A sostituire la regina cattiva e la mela avvelenata una lite, che si narra si sia consumata nelle stanze che contano e che ha visto David Diamanti, uomo forte del Governo in carica, alla fine prendere la porta di uscita. La clamorosa decisione non è cosa di ieri, visto che lo strappo con il Professore si è consumato già alla fine di giugno, ma se qualcuno pensava si trattasse solo di un colpo di calore si sbagliava di grosso. Il nostro a Piazza del Governo non ci ha messo più piede, ufficialmente in ferie, di fatto vigile ma a distanza, complice il sapiente utilizzo dell’occhio sempre attento firmato Mark Zuckerberg. Il motivo? I bene informati parlano di questioni contrattuali, ma di conferme non ce ne sono. Intanto dalle parti del municipio si sono dati da fare e per le comunicazioni ufficiali hanno gentilmente usufruito dell’addetto stampa di Asa spa, la municipalizzata che si occupa di gestire il servizio di raccolta rifiuti in città. Ma non si è trattato di un colpo di stato in piena regola: l’indirizzo di posta elettronica di Diamanti è stato sempre inserito “per conoscenza” in ogni nota spedita. Bon ton o avvertimento?

Anna Laura Consalvi