boschi2

La gara finale di selfie spezza l’austero clima di serietà della platea impegnata per più di un’ora in un dibattito sul referendum costituzionale, “basta un sì” recitano i manifesti, l’ospite d’onore è il ministro Maria Elena Boschi che arriva puntuale, applaude e prende appunti durante gli interventi che la precedono. La sala del Duca d’Este a Tivoli Terme brulica di volti noti, ci sono dirigenti e amministratori di ogni dove, nonostante la data sia già vacanziera nel pomeriggio del 20 luglio il Pd risponde alla chiamata del segretario provinciale Rocco Maugliani che sceglie il ministro per dare il via alla campagna referendaria. Giornalisti che provano appostamenti per qualche scatto, con un dispiegamento della sicurezza da fare impallidire, il ministro dà quell’aria lì, della ragazza semplice e preparata, non travolge nell’oratoria, sa di rivolgersi a un pubblico di casa (chissà), parla per più di quindici minuti dopo il contributo di voci arrivate da altre zone della provincia. A dirigere i lavori è Rita Salomone, presidente del partito, sparpagliati di fronte a lei anche i pezzi da novanta, tra gli altri il deputato Andrea Ferro, il Presidente del consiglio regionale Daniele Leodori, il consigliere regionale Mario Ciarla e arriva a kermesse avviata anche l’ex capogruppo Marco Vincenzi, sorride e si sistema in platea. Ad aprire le danze come rituale vuole è lo stesso segretario Maugliani, “è utile un momento di approfondimento chiedendo la disponibilità oggi a chi ha firmato la riforma – dice guardando il ministro – noi non siamo qui a dire che siamo perfetti, ma noi siamo quelli che stanno cambiando l’Italia”. Preciso, puntuale e efficace sale sul podio anche il segretario provinciale dei Giovani Democratici Federico Del Baglivo, consigliere a Fonte Nuova, una classe dirigente che viene su bene. Scrosciano applausi fino al momento clou, tutti con i cellulari in mano dalle poltrone quando è il momento del ministro, “non è una riforma in cui ciascuno ha deciso di conservare il proprio pezzettino, perché se ognuno pensa al proprio pezzettino non si va da nessuna parte” e giù applausi, “non è che qui finisce il nostro impegno, ci sono tanti traguardi ancora da affrontare ma la riforma ci dà strumenti che ci consentono di andare avanti in maniera forte e efficace, ci rimbocchiamo le maniche pronti a lavorare strada dopo strada, proviamo insieme a scrivere una pagina nuova per il nostro Paese, grazie”. Tutti in piedi, tra i consiglieri uscenti di Guidonia c’è Patrizia Carusi, ma anche Emanuele Di Silvio, il giovane un selfie lo voleva dall’inizio del convegno chissà se con la calca sarà riuscito ad averlo. Materiale utile in campagna elettorale.
geape.

boschi