Con i pantaloni e una scarpa sporchi di sangue, la sim sfilata dal cellulare per non essere rintracciato, intorno alle 4 di notte era vicino alla fermata dell’autobus di via Empolitana quando i carabinieri di Tivoli dopo una serrata indagine lo hanno arrestato. In appena tre ore, è stato preso il 39enne albanese G.P. accusato dell’omicidio di Mauro Colantoni per una lite sull’affitto. Il 51enne italiano è stato aggredito intorno all’una e un quarto, sempre sulla stessa strada, poco lontano da casa: un pugno in faccia e poi la violenta caduta nella quale la vittima ha sbattuto la nuca contro il cordolo del marciapiede.

E’ grazie alla collaborazione di un uomo che si era fermato durante la colluttazione, che i militari dell’Arma in collaborazione con il nucleo investigativo di Frascati e sotto la direzione della Procura di Tivoli hanno individuato nell’arco di poco tempo il 39enne albanese, muratore, che aveva sub affittato una stanza da Colantoni, come un’altra coppia. Il passante infatti vista la situazione ha allertato il 112 e i soccorsi che appena arrivati sul posto non hanno potuto far altro che accertare il decesso. L’aggressione sarebbe nata per una questione di soldi, il canone d’affitto non pagato che il 39enne doveva al coinquilino, un uomo solo e senza lavoro con la tessera della Caritas a casa che secondo quanto ricostruito sbarcava il lunario affittando le camere dell’appartamento dove viveva per 100 euro al mese. Dopo essere stato preso a calci, colpito in faccia con un pugno che gli ha fratturato il setto nasale, la vittima avrebbe perso l’equilibrio sbattendo la testa sul marciapiede. L’albanese davanti agli investigatori non ha detto mezza parola, si è avvalso della facoltà di non rispondere: il fascicolo è stato aperto per omicidio volontario, sarà l’esame autoptico sulla salma – trasferita al Policlinico Tor Vergata – a fornire ulteriori elementi per perfezionare l’accusa insieme alla ricostruzione dettagliata delle varie fasi della vicenda.

“Nel giro di poche ore riteniamo di aver individuato il responsabile, fondamentale la tempestività dell’intervento grazie a un cittadino che ha visto e si è fermato, invece di far finta di niente. Una collaborazione per la quale ringraziamo la cittadinanza”, ha detto il procuratore capo di Tivoli Francesco Menditto nel corso della conferenza stampa di questa mattina alla presenza del colonnello Luciano Magrini del Gruppo carabinieri di Frascati, del pm Giuseppe Mimmo e del tenente Domenico Grieco comandante del nucleo operativo della Compagnia di Tivoli. “In questa città c’è una situazione di integrazione con le comunità estere” ha evidenziato il procuratore capo, l’omicidio è avvenuto in un contesto di “disagio e degrado sociale”.
geape.

procuratore