Dodici ore di consiglio comunale che avrebbero dovuto riscrivere la storia delle società partecipate, Acque Albule e Asa spa. Il condizionale però resta d’obbligo perché nei fatti l’atto che è uscito dall’assemblea di lunedì, soprattutto per quello che riguarda la partecipata che gestisce le Terme di Roma, non dà indicazioni reali su come comportarsi negli anni che verranno.

La mozione della maggioranza e la stampella Iannilli

Ad essere votata, a dire il vero con l’aiuto del consigliere di opposizione Massimiliano Iannilli, che ha tenuto il numero legale, la mozione presentata dalla maggioranza corretta da una parte degli undici emendamenti presentati da Andrea Napoleoni, ex presidente del consiglio comunale oggi dissidente dalla linea proiettiana. In soldoni i cinque punti presentati dagli uomini e dalle donne di governo da soli non dicevano molto: valutazione della possibilità di rilanciare il brand “Terme di Tivoli”; adozione di un piano di contenimento dei costi; “definizione” di iniziative scontistiche per i tiburtini; pagamento delle tasse di concessione mineraria non saldate; ulteriore definizione di un regolamento per selezionare il personale. E gli appartamenti di Piazza Catullo, l’ex bar Paradiso, il pagamento della tassa di soggiorno?

Gli emendamenti di Napoleoni: “La maggioranza ha cambiato posizione”

Nessuna traccia in prima battuta, ma sono arrivati con i correttivi di Napoleoni che nei fatti hanno rinfrescato la memoria degli eletti che dunque alla fine si sono trovati a dover ribadire ad esempio che le tasse vanno pagate tutte e da parte di tutti e che le case non dovrebbero essere tali ma strutture con finalità turistico-ricettiva. “Ricordo che la privatizzazione vale decine di milioni di euro e che il Comune ha conferito immobili all’azienda per svariati milioni di euro, quindi è doveroso da parte mia difendere gli interessi della città – dice Napoleoni a margine della maratona consigliare -. Ricordo che in campagna elettorale abbiamo preso precisi impegni con la città che il sindaco non intende mantenere. Ricordo, rispetto a quegli impegni, che la mia posizione non è cambiata, mentre è cambiata totalmente quella della maggioranza”.

L’attacco del Pd e di Alleanza per Tivoli: atto non legittimo e chiacchierato

La coda delle polemiche, chiaramente, è appena cominciata. Ad attaccare il segretario e consigliere di opposizione Alessandro Fontana: “Il consiglio è illegittimo, l’atto non è stato depositato nei tempi previsti dal Regolamento, ovvero 48 ore prima. La firma del sindaco e del Responsabile del servizio sulla delibera votata è di lunedì 21, quindi i termini di legge non sono stati rispettati. Si continua ad andare in deroga alla legalità. E’ una situazione inaccettabile”. Sulla mancanza di numeri da parte della maggioranza si concentra il gruppo di Alleanza per Tivoli: “Sono evidenti gli scricchiolii della maggioranza che non garantisce neanche il numero legale”, fanno sapere. “Gli impegni presi con la città sono inevasi”.

I nodi non sciolti: privatizzazione e pozze

Restano sicuramente aperti due nodi importanti in fatto di piscine e aziende: il primo è quello della privatizzazione totale della Acque Albule spa. La relazione dei super tecnici in Comune è arrivata ma contenuti e strategie da attuare restano un’incognita. Stessa cosa per il celeberrimo tavolo tecnico convocato per risolvere la questione delle “pozze” del Barco. Che fine abbia fatto non è dato saperlo. Almeno per ora.
alc