Parte nella realtà la privatizzazione del camposanto, la gestione è stata tolta al funzionario Salvatore Mazza e subentra l’impresa che si è aggiudicata la concessione del cimitero comunale per 25 anni. Un atto bomba firmato dal dirigente Angelo De Paolis il 13 giugno, giornata da effetti speciali: si riuniva il consiglio sul Bilancio che ha mandato a casa il governo, e nella stessa mattina l’ex facente funzioni Andrea Di Palma con un decreto ha spostato i dirigenti, togliendo proprio De Paolis dall’Urbanistica. Così esplode la guerra in Comune.

Un braccio di ferro che in quegli uffici andava avanti da settimane, De Paolis più di un mese fa aveva già fatto intendere di voler mettere ordine nel caos cimitero. Una questione di titolarità su chi potesse fare e disfare nel camposanto. Se toccasse cioè ancora a Mazza per conto del Comune o all’impresa che si è conquistata (attraverso procedura ristretta con il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa) la realizzazione e la gestione dell’ampliamento del cimitero comunale. A prendersi in carico il cantiere e la gestione per 25 anni è il Consorzio Comor che il 9 ottobre del 2014 firma il relativo contratto, in base a un piano economico finanziario spalmato appunto sull’intera durata pluri-ventennale. Eppure i mesi trascorrono e qualcosa non va come da previsioni, tanto che il Consorzio Comor a metà della settimana precedente lo scioglimento invia anche una lettera dell’avvocato al settore Urbanistica, dove c’è appunto il servizio cimiteriale tenuto da Mazza, per ottenere il controllo del camposanto.

Nella piena bufera politica, in ore concitate a un passo dal crollo del Palazzo, si intrecciano vorticosamente una serie di scelte. Di Palma si dimette il venerdì, dentro Forza Italia è Andrea Mazza (figlio del funzionario) a fare carte e quarantotto per il passo indietro, lo accusano di abbandonare la nave. Week-end ad alta tensione, la componente del giovane azzurro si dice in riflessione: non sanno più se voteranno il Bilancio. Il lunedì poi è da cardiopalma: passa dal protocollo un decreto Di Palma per far traslocare dirigenti di punta. De Paolis viene spedito ai Lavori Pubblici, lontano dall’Urbanistica. Nella stessa data però De Paolis firma a sua volta la determina con la quale sancisce la fine della gestione Mazza del cimitero: tutto si fonda sul fatto “che la durata della concessione all’impresa è fissata in 25 anni a partire dalla firma del presente contratto”, cioè ottobre 2014, come recitano i documenti. Insomma, il cimitero deve andare al Consorzio Comor, punto e basta: gestione degli immobili ed impianti strumentali per l’esercizio del servizio, delle aree esterne a parcheggio e delle aree esterne per chioschi, l’impianto di illuminazione votiva, ristabilendo così “l’equilibrio del piano economico previsto”. Sempre nell’atto di De Paolis si incarica il geometra Mazza di passare tutto il fascicolo all’impresa. Intanto la notte stessa cala il sipario sul governo, il gruppo Mazza (Andrea) alla fine vota il Bilancio ma non basta: i quattro dissidenti sanciscono la condanna.

Apriti cielo. Lo spostamento di De Paolis pensato all’ultimo minuto secondo i soliti malevoli sarebbe stato finalizzato anche a detonare la determina sul cimitero. Vero o meno non produce effetti, il dirigente resta ancora all’Urbanistica (assegnata da Di Palma a Gerardo Argentino, un amministrativo e non tecnico), perché a far precipitare del tutto il quadro pensa lo scioglimento del consiglio con incarico successivo al commissario. Quindi il decreto di Di Palma sulla rotazione va nel congelatore, sarà il commissario a decidere che farne. Ma riportano i rumors che Mazza sia nero per l’entrata a gamba tesa di De Paolis: così un altro documento con ogni probabilità andrà sulla scrivania del commissario, tra quelli da vagliare. geape.