Centrodestra nel pantano, dopo due ore abbondanti di riunione, quel che resta della maggioranza si aggiorna a domani mattina alle dieci per un ulteriore incontro. Confusione totale sulle modalità con cui affrontare la fine di un’amministrazione rimasta senza numeri, dopo l’uscita del civico Cerroni e la contrarietà al Bilancio dei forzisti Sassano, Vallati e Valeri. Confronto acceso nella sala Giunta del Palazzo bianco iniziato poco dopo le quattro di pomeriggio: il vertice boccia l’ipotesi avanzata da più parti di sciogliere il consiglio comunale tutti insieme. Tanto che il gruppo Cipriani sarebbe pronto in caso si confermasse lo scenario a un drastico passo indietro di rottura.
Nervi tesi come l’occasione richiede. Due le opzioni vagliate dalla compagine. La prima, quella appunto di rendersi protagonisti dello scioglimento partendo dalla consapevolezza della fine, anzi come ha suggerito qualcuno intorno al tavolo di legno, “siamo minoranza”, punto e basta. Tra i sostenitori della linea proprio il gruppo misto Gianluigi Marini e Veronica Cipriani, ma non da soli, lo stesso forzista Alberto Morelli, se a qualcuno l’idea piaceva a metà (“così però diamo ragione a Sassano”), il no categorico è arrivato dritto da tre consiglieri: Antonio Tortora di Ncd, e dai due della civiva Rubeis cioè Paolo Giammaria e Silvia Mazza. Scartata. L’altra possibilità, le dimissioni di Andrea Di Palma, caldeggiate dal capogruppo Michele Venturiello e dalla collega forzista Marianna De Maio. Ma lo stesso facente funzioni avrebbe archiviato però la strada come non praticabile, avendo ricevuto il divieto dai partiti a Roma. Ncd, e anche Forza Italia? Chissà. Tant’è che di sicuro un ostacolo al suo addio piomba dal consigliere azzurro (e portabandiera cittadino) Andrea Mazza che vedrebbe nero solo a pensarci. Se Di Palma lascia, arriva il commissario, decade la Giunta ma il consiglio resta in piedi, un pacchetto che per Mazza non ha senso legittimare. Quindi a far di conto, nel caos inimmaginabile di un’amministrazione senza più ossigeno, sembra ormai inevitabile che in assenza di una alternativa unitaria, si andrà in consiglio comunale a verificare la bocciatura del Bilancio dei quattro dissidenti. Domani mattina ci sarà l’ennesimo incontro, nel quale il gruppo Cipriani deciderà quali passi compiere, partendo da una posizione diventata ormai chiara almeno nelle stanze della politica: senza il voto di Vallati e Valeri non avrebbero partecipato al consiglio sul Bilancio, ma sull’onda di una situazione degenerata fino a questo punto, ormai potrebbero valutare le dimissioni dal consiglio comunale. redpol