Che le lettere dell’Autorità nazionale per l’anticorruzione in linea di massima siano destinate a non passare inosservate non è una novità. Succede soprattutto in casi come quelli relativi alle aziende municipalizzate, spesso e volentieri nell’occhio del ciclone. Quella con cui l’Anac ha risposto ad un quesito formulato dalla Acque Albule spa, la società appartenente al comune di Tivoli per il 60% delle azioni, in merito all’assoggettabilità o meno dell’azienda alla disciplina anticorruzione, potrebbe segnare un passaggio decisivo nella storia travagliata che ha visto protagonisti consiglieri comunali a caccia di atti e vertice aziendale sempre molto stitico nel concedere faldoni e documenti di natura diversa. Secondo l’Autorità, infatti, l’azienda per quanto concerne dati, obblighi di pubblicazione e via dicendo può “facilmente farsi rientrare tra le società in controllo pubblico”. Una comunicazione che non è passata inosservata, visto che solo poco tempo prima ad avanzare l’ennesima richiesta di accesso agli atti consumatasi negli anni era stato il consigliere di maggioranza, o quasi, Andrea Napoleoni, che dunque è tornato alla carica scrivendo direttamente al presidente del consiglio comunale in carica Maria Rosaria Cecchetti: “Preso atto della nota dell’Anac, La invito a sollecitare il Sindaco a dare seguito alla richiesta di accesso. Come preannunciato per le vie brevi, in caso di esito negativo, sarò costretto ad attivare gli Organi preposti alla tutela delle prerogative dei Consiglieri comunali”. Insomma con le buone o con le cattive le informazioni da qualche parte devono uscire. Richieste a cui se ne aggiungono altre: “In merito invece agli adempimenti correlati all’attuazione dell’articolo 38 dello Statuto comunale, La invito ad attivare gli Uffici comunali al fine di acquisire i Bilanci delle società partecipate e relativi allegati, le relazioni del Comitato per il controllo analogo e, quando sarà resa ufficiale, la relazione degli esperti sulla privatizzazione delle Terme Acque Albule S.p.A. – continua Napoleoni -. Conseguentemente, dopo gli opportuni passaggi nelle commissioni di competenza, calendarizzare in Consiglio comunale le audizioni dei manager delle aziende partecipate e dei membri del controllo analogo”. Insomma la questione della privatizzazione, che pare sia giunta ad una fase avanzata, o almeno a quella in cui i periti nominati per stabilire quanto valgono gli asset aziendali hanno già consegnato una stima dei beni appartenenti alla società per azioni, deve arrivare in aula con tutti i crismi del caso. Promessa che nessuno dice di non voler mantenere.