di Alessandro Galastri

Soli 21 anni e non dimostrarli. È il caso di Daniel Giampaolo, professione attaccante e caratteristica principale il fiuto del gol. Sin dalle giovanili del Villanova questo ragazzo, nato a Tivoli e cresciuto a Guidonia, ha sempre dimostrato di avere un talento superiore alla media, segnando valanghe di gol in ogni categoria. Due anni fa la prima esperienza in prima squadra proprio con la maglia dell’ormai scomparsa società del presidente Armeni, con 9 gol all’attivo in Eccellenza e subito il passaggio in prestito al Giulianova in Serie D, dove quest’anno è stato protagonista di un ottimo campionato con 6 reti messe a segno e l’inserimento nella lista dei migliori giovani del torneo. Il suo cartellino appartiene al Tor Sapienza, ma Daniel è destinato a ben altri palcoscenici. Le grandi squadre hanno messo infatti gli occhi su questo ragazzo tenace e grintoso, forse un po’ troppo visto l’eccessivo numero di cartellini collezionati finora in carriera, ma rimasto sempre umile e con la testa sulle spalle.

Voci parlano di un interessamento reale del Pescara nei tuoi confronti. Cosa si prova a sapere che una grande squadra sta pensando a te per rinforzare il proprio attacco?
L’interesse di una squadra importante come il Pescara gratifica tutto il lavoro e il sudore speso per cercare di realizzare un sogno, quello di calcare i campi professionistici. Pensando poi che il Pescara potrebbe salire in Serie A l’emozione è doppia.

Sei reduce da un’ottima stagione a livello personale in serie D con il Giulianova. Come valuti questa avventura?
Trattandosi della mia prima esperienza lontano da casa, credo che questa stagione mi abbia aiutato a crescere e a maturare sia calcisticamente che come uomo, nonostante le difficoltà avute dalla società nel campionato appena concluso.

Due anni fa sei esploso nel Villanova. Cosa ne pensi della scomparsa della tua ex squadra?
Credo sia un peccato che non ci sia più il vecchio organico del Villanova Calcio, perché era una società che lavorava bene, con un ambiente sereno e familiare in cui un giovane poteva crescere e valorizzarsi al meglio delle proprie possibilità. Sono però sicuro che la nuova avventura della famiglia Armeni al Tor Sapienza saprà regalare altrettante emozioni e il presidente con il suo staff potranno togliersi parecchie soddisfazioni.

Sei un esempio di come un giovane possa fare carriera con talento, fatica e sudore. Chi devi ringraziare se sei maturato così in fretta come uomo e calciatore?
Io ringrazierei tutti coloro con cui ho lavorato, ovvero compagni di squadra, allenatori e preparatori, perché ognuno di loro mi ha dato e insegnato qualcosa, e non posso prescindere dal rendergli riconoscenza e gratitudine. Un ringraziamento speciale poi va alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto nelle mie scelte.