Gea Petrini

Ci sono incognite a catena in questo Bilancio pronto ad approdare all’attenzione dei maggiorenti di Guidonia Montecelio nei primi dieci giorni di maggio. Un momento decisivo di verifica della tenuta politica del centrodestra: gli interrogativi orbitano giusto in quelle latitudini, per la possibile astensione di Anna Maria Vallati e Mario Valeri. Se il documento non passa, il governo va a casa. Eventualità alla quale nessuno sembra credere veramente, intanto in opposizione si scelgono due strategie diverse. I Cinque Stelle presentano 40 emendamenti, il Pd invece nessuno, la linea è quella di non riconoscere la legittimità della compagine e bocciare in blocco l’intera impostazione. In casa democratica c’è però un dissidente.

Scenario centrodestra. La scacchiera vede due voti contrari al Bilancio tra le fila della maggioranza, Stefano Sassano da due anni di traverso al governo e Aldo Cerroni, l’ormai ex Presidente con le sue dimissioni ha decretato la fine di qualunque dialogo con la squadra guidata oggi dal sostituto Andrea Di Palma. E con i nove dell’opposizione fanno 11, numeri non sufficienti per determinare scossoni. Intorno però il quadro è confuso, l’antipasto dell’ultimo consiglio ha fatto intendere come la nuova coppia Valeri-Vallati potrebbe riservare sorprese, eccome.

La consigliera a domanda diretta sulle intenzioni risponde con un diplomatico «ci stiamo riflettendo» che presagisce (almeno) un voto di astensione. Se così fosse non sarebbe anche qui decisivo per far cadere il castello, ma porterebbe ulteriori conseguenze, è facile immaginare vista la posizione assunta pubblicamente sempre nell’ultima assise che il gruppo Cipriani infatti in quel caso non parteciperebbe al voto. Un bel groviglio politico per il facente funzioni che nonostante le fibrillazioni appare più che certo di incassare l’approvazione, unico risultato a cui punta, astensioni e banchi vuoti che siano. Intanto la minoranza composita si prepara al giorno clou, i democratici non presentano emendamenti, partito e gruppo insieme hanno condiviso la scelta. “Dopo l’incontro con il segretario Lomuscio – spiega la capogruppo Patrizia Carusi – abbiamo deciso di non presentare emendamenti, una linea voluta fortemente dal partito e per una ragione semplice. Non ha alcun senso, non vogliamo alcun rapporto collaborativo con questa amministrazione comunale, la nostra posizione rispetto a un Bilancio lacrime e sangue è del tutto negativa, un Bilancio che è frutto della gestione degli ultimi anni di cui il centrodestra ha la piena responsabilità.

Non intendiamo riconoscere la legittimità a questa amministrazione». Unico a distinguersi dalla posizione del partito il consigliere Emanuele Di Silvio che ha invece presentato tre emendamenti a sua firma per togliere risorse agli eventi e metterli sul sociale. Sui lidi pentastellati sempre nell’ottica di contrastare l’amministrazione, il gruppo si è messo a lavoro per produrre emendamenti in quantità, circa 40. Come spiega il consigliere Giuliano Santoboni, “vertono tutti sulla razionalizzazione delle spese per dare invece sostegno alle fasce deboli”. Quindi tra gli emendamenti a firma Cinque Stelle si trovano maggiori fondi ai trasporti, per i parcheggi, per la valorizzazione del patrimonio culturale, la partecipazione del Comune con la Asl per dare impulso a progetti sulle malattie più diffuse, e ancora la proposta del baratto amministrativo e del microcredito. Risorse che i pentastellati, nell’ottica della razionalizzazione, intendono togliere all’urbanistica, ai servizi cimiteriali e ai tributi.